ID: uomo o donna? Tutti e due in Nepal! Hijra riconosciuti..

transgender (c) minimarks.jpgMi mostri i documenti.
Eccoli, glieli dò subito!

I poliziotti squadrano la persona che hanno davanti e vedono un uomo in tutto e per tutto. Però si comporta tranquillamente, ed è vestito, come una donna. Leggono il documento e qualcosa non quadra.

Ma… Che roba eh questa? Qui è sbagliato.. E’ uomo o donna?
Sono sia uomo che donna!

Ecco più o meno come sarebbe il dialogo fra dei poliziotti italiani e il quarantenne Chanda Musalman, che a Nepalgunj, al confine con l’India, ha fatto la richiesta per una carta di identità che lo identificasse come transessuale. E ci è riuscito, tanto che al posto del genere “Maschio” o “Femmina” sul documento è stato scritto “Entrambi”.

L’uomo in realtà appartiene agli hijra, una casta indiana speciale di transessuali, eunuchi e androgini che si comportano e vivono da donna, si sposano fra loro e hanno delle regole castali strettissime di endogamia e di lavoro. Si dedicano alle arti e per vivere vengono chiamati a danzare nei matrimoni, portando fortuna. Se sono esclusi però, o se non vengono pagati, porterebbero molta sfortuna alla coppia. (In verità, la porterei anch’io!:))

Hanno anche una dea che si chiama Bahuchara Mata e il cui tempio è in Gujarat. Questa era una principessa che castrò il marito che, invece di stare con lei, preferiva andare nella foresta e travestirsi da donna.

Il bello è che la notizia della doppia identità è stata riportata da Transcending Gender (da cui ho ripreso la foto sopra del World’s Most Beautiful Transsexual Pageant 2004) e da altri blog, dalla BBC, ecc., ma non in modo così sensazionale dai giornali nepalesi, se si eccettua questo. Alla faccia di quelli che ancora vedono il Nepal come un paese molto più arretrato di noi!
Sotto che punto di vista?



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.