Mi sono capitate solo tre cose degne di nota in questo anno (beh, a dire la verità quattro ma una me la tengo per me:)):
1) ho vinto alla Lotteria Italia (solo 5 Eu) e sono felice perché me lo sentivo!
2) ho assistito a una rapina a mano armata all’Unes di viale Premuda, vicino a casa (ma è la terza dal 16 dicembre 2006, due lì e una alla Banca di Roma) e non me ne sono neanche accorta — ho avvertito solo un silenzio un po’ strano — anche se stavano proprio alla cassa di fronte a me: ero con la testa un po’ per aria…
3) mi è arrivata oggi una lettera della Tim che mi dice che non sono stati pagati i 960,36 Eu che non avrei pagato già il 29 settembre scorso, e sono imbufalita! Ma non ne avevo già abbondantemente parlato? E poi non si era risolto tutto? Non ho anche risposto, saggia, pacata e soddisfatta, ai commenti arrabbiati delle centinaia di truffati come me (perché è chiaro che di truffa ora si tratta), che io ero stata rimborsata?
Oggi ero in biblioteca, ho aperto il mio bel programmino della scheda e vedo che il computer remoto non risponde. Già cominciavo a turbarmi, allora ho telefonato al numeretto provvisto e ho cominciato a fumare dal naso: mi dicono che il conto non risulta pagato! Oltre tutto, la quota mensile viene addebitata regolarmente sul conto, puntuale, ogni mese.
Ma che diamine devo fare??


Andare a Mi manda Rai3? (oppure sparare, ma mi par troppo poco placida come idea…;-D***)
Scritto da PlacidaSignora, 5 anni, 4 mesi fa
Placida, sì in effetti è quello che pensavo. Stiamo pensando… Ma per ora sono un bel po' imbufalita..
Sparare andrebbe pure bene, ma a chi di preciso?:)
Ehm, scusa..
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
c'hai anche ragione c'hai…a chi? vabbé, non ne facciamo nulla dello sparare. Ché poi li dovresti anche pagar per buoni (chiunque essi siano i colpevoli…;-))
Scritto da PlacidaSignora, 5 anni, 4 mesi fa
cara amica, solo una causa ti può aiutare.
Scritto da rebecca, 5 anni, 4 mesi fa
Non saprei… forse ingaggiare quelli di Viale Premuda?
Scritto da Luca, 5 anni, 4 mesi fa
Placida, vedi che c'ho ragione? Però il pentolone… (sai, quello di olio bollente messo sul fuoco dove uno getta chi ti fa male)… Buona giornata! Pensieri positivi oggi, ci provo. A parte la TIM.
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
eheheh Luca, in effetti sembravano brave persone, ben vestiti e tutto. Però distratta come sono mi farebbero firmare un 5-6 contratti, mi farebbero dare il numero di conto e poi…:) (anche se non sarebbe un gran danno, però mi scoccerebbe)
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
Rebecca, ho visto dai tuoi commenti a Tutto Relax Internet Parte I che ti intendi di legge, o forse sei un avvocato. Beh, specie se sei un avvocato, lo sai? Meglio la muerte che una causa. Muerte loro, intendo…
A me le cause decisamente non vanno bene, non ho una lira e non ho potere, sia per ruolo che per natura, per carattere. Poi non faccio pena, non faccio l\'orfanella, non so ricattare moralmente e psicologicamente in alcun modo, ecc. ecc.: in sunto, pago tantissimo e ho niente.
Grazie del consiglio però:)
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
La cosa migliore e piu semplice sarebbe che si contattasse una associazione consumatori unica per tutti noi, poi ci pensano loro a collegare tutti noi, e soprattutto gratuiamente. Qui l'elenco, scegliamone uno e se vi va posso contattarlo io: ADICONSUM ALTROCONSUMO ASSOUTENTI CODACONS CONFCONSUMATORI FEDERCONSUMATORI LEGA CONSUMATORI e magari dividendoci il compito qualcuno avverte la stampa… Io ho già preso 5 email di alri come noi che posso segnalare l'iniziativa. Che ne dite?
Scritto da Domenico, 5 anni, 4 mesi fa
ok domenico, ti dò la mia email in privato!
Grazie,
Boh
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
ok ho mandato richiesta a varie associazioni consumatori e informato il gabibbo e valerio staffelli … aspettiamo che qualcuno si faccia sentire … altrimenti vado in azione legale personale o congiunta.
Scritto da Domenico, 5 anni, 4 mesi fa
Mi scuso se riappaio, ancora una volta ahivoi prolissamente, ma credo di poter dare qualche modesto suggerimento basato sull'esperienza di amministratore di società fornitrici di servizi proprio nel settore ICT/TLC (ebbene sì, nei numeri d'arte varia che ho fatto per sopravvivere fuori dal materno grembo accademico italiano c'è pure questo…) e destinato a Boh e agli altri malcapitati destinatari delle fatture di importo ultroneo.
Premetto che in linea generale concordo con PlacidaSignora e con l'azione di Domenico rivolta ai mezzi di informazione: dal punto di vista societario temerei più il giusto danno di una cattiva pubblicità dovuta alla pubblica esposizione delle mie azioni non corrette con possibile perdita o passaggio ad altri concorrenti di un numero sensibile di clienti, piuttosto che dovermi difendere in tribunale da uno o più di loro, sede in cui, specie se ho mezzi cospicui a mia disposizione, posso cavarmela in posizione di assai minore svantaggio. Tuttavia, per prudenza, credo sia il caso di affrontare l'ipotesi, non impossibile, che nel caso in oggetto non sia Boh–che non ne è intenzionata–ad agire contro TIM giudiziariamente, ma che possa essere TIM invece ad agire contro Boh suo malgrado: l'evenienza merita a mio avviso qualche considerazione e qualche azione profilattica utile in tutte le evenienze.
Premetto inoltre che le eventuali espressioni rese in maiuscolo non vogliono attentare alla netiquette, ma solamente surrogare la sottolineatura o la evidenziazione (non so infatti se posso qui usare tag HTML dato che il comando di anteprima del commento in calce alla pagina mi appare inattivo).
Dopo attenta lettura della querelle Boh/TIM, mi pare innanzitutto evidente che il sollecito ricevuto da TIM al pagamento della controversa fattura dall'importo prima addebitato, quindi riaccreditato ed ora nuovamente sollecitato a saldo della fattura come se fosse insoluta, sia dovuto alla mancanza di un passo iniziale e fondamentale il cui compimento è stato omesso dalla peraltro incolpevole Boh.
Innanzitutto, infatti, il primo passo da compiere in casi del genere va indirizzato a togliere tempestivamente efficacia alla fattura contestandola nelle forme idonee.
La fattura infatti è titolo formale con cui il supposto creditore esige il pagamento, e in base alla mancata effettuazione del quale può ad esempio decidere di attuare atti monitori informali (come il sollecito di pagamento appena pervenuto a Boh, nel caso in cui sia informale e non contenga messe in mora) o formali (p.e. diffide di pagamento con messa in mora e intimazione ad adempiere a data fissa, eventualmente pena azioni giudiziarie), oppure atti interruttivi delle prestazioni contrattuali come l'eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. applicata da TIM a Boh con la sospensione del servizio (l'eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. prevede infatti che finché una parte non adempie alle proprie obbligazioni contrattuali, l'altra parte può lecitamente rifiutare di adempiere alle proprie, anche senza risolvere il contratto: nel caso, il contratto obbliga TIM a fornire il servizio a Boh e Boh a pagare TIM per il servizio; se TIM non fornisce il servizio a Boh, Boh può applicare l'art. 1460 c.c. e non pagare TIM; se Boh invece non paga il servizio fornito da TIM, TIM può sospendere il servizio), oppure ancora procedere all'atto DI GRAN LUNGA PIU' SECCANTE DI TUTTI PER IL DEBITORE e cioè al procedimento di ingiunzione (di cui dirò tra poco).
Per togliere efficacia alla fattura poco rileva, come dimostra il caso in oggetto, esporre le proprie ragioni verbalmente agli operatori del call center, siano pure questi afferenti alle divisioni amministrative, come pure poco rileva che sia stato effettuato il riaccredito della somma originariamente addebitata mediante carta di credito.
Infatti, in assenza di contestazione formale non vi è prova che possa essere utilizzata né stragiudizialmente né tantomeno giudizialmente per dar evidenza della contestazione della fattura o del fatto che il riaccredito sia conseguenza del ravvedimento di chi ha emesso la fattura medesima (anche nel caso più solenne della chiamata a testimone in un eventuale giudizio dell'operatrice per produrre la testimonianza come prova, c'è infatti da dubitare che costei sarebbe in grado di riferire, e non per colpa sua, qualcosa di efficace e non piuttosto un inutilizzabile "non ricordo bene, sa io rispondo a centinaia di telefonate al giorno…", mentre il rimborso d'altro canto può esser giustificato come una misura provvisoria fatta in buona fede in attesa di ulteriori accertamenti sulla sussistenza o meno del credito addebitato in fattura, senza nesso causale con una formale e documentabile richiesta di rimborso).
Tanto ciò appare vero che, dopo il provvisorio rimborso, TIM ha richiesto nuovamente la somma a debito con una comunicazione di sollecito che c'è da ritenere che possa anche valere come messa in mora (dipende da come è stata formulata) e, a fortiori, ha accompagnato la richiesta con un palese atto di eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. interrompendo il servizio. Segnali, questi, che depongono direi inequivocabilmente per il fatto che le pretese creditorie di TIM persistano e che siano portate avanti progressivamente azionando via via le facoltà concesse alla parte creditrice dalle norme del codice civile.
Il provvisorio rimborso, infatti, come ho accennato sopra può anche essere letto come mera evidenza e addirittura prova di esecuzione in buona fede del contratto ex art. 1375 c.c. da parte di TIM (se avessi deciso io un rimborso provvisorio, infatti, sosterrei di averlo fatto in buona fede per tenere provvisoriamente indenne il cliente da conseguenze patrimonialmente per lui dannose, in attesa di ulteriori e più perfezionati accertamenti sulla fondatezza del mio credito) piuttosto che come acquiescenza di TIM alla rettifica della fattura, dato che gli atti successivi di TIM non depongono affatto per una simile acquiescenza.
Certo, è possibile anche una lettura dei fatti completamente diversa, che presuppone un mero disallineamento tra le procedure di rimborso progredite celermente da una parte e un sistema di sollecito delle fatture non sincronizzato dall'altra parte che, per ulteriore errore, ha scambiato la minusvalenza del rimborso per un insoluto: non è escluso ed anzi mi auguro che così sia; tuttavia, però, visto che nulla al momento fa propendere per questa fausta evenienza in sostituzione di quella più seccante, è per meglio prepararsi per prudenza a quest'ultima che scrivo queste righe in questi modi.
Ciò detto, riprendiamo ad esaminare i fatti dal punto di vista del creditore. Poniamo, infatti, che per exemplum fictum presso il creditore sia a questo punto io il preposto a decidere della pratica "credito insoluto nei confronti di Boh" (va da sé che questo è un exemplum fictum e non farei mai a Boh quanto sto per scrivere: impersono solo uno dei tetri personaggi che ben conosco e che fanno cose del genere di mestiere, solo per spiegare quali mosse può compiere in modo che Boh possa prevenirle a suo vantaggio).
Allo stato dei fatti la valutazione che darei della pratica sarebbe la seguente:
1) a parte una lamentela fatta al Call Center, il debitore non ha fatto alcuna azione di contestazione della fattura in modi che possa efficacemente utilizzare in caso di eventuale contenzioso;
2) alla lamentela del cliente ho fatto seguire un rimborso che tutto sommato posso dire non intempestivo: nessuno potrà dirmi che non ho applicato l'obbligo di esecuzione del contratto in buona fede ex art. 1375 c.c.;
3) val la pena di mandare un avviso bonario tanto per segnalare che ritengo il credito ancora sussistente e vedere come si comporta il cliente e "che pesce è", come si suol dire, ossia se è uno che dalle pubbliche registrazioni disponibili (atti pregiudizievoli, protesti e altre iscrizioni di rischio) abitualmente paga nei termini, paga in ritardo, o non paga affatto:
- se è un cliente che paga (anche in ritardo ma paga) e dal quale credo di poter, tutto sommato, guadagnare ancora gli faccio ancora usare il servizio–visto tra l'altro che ha appoggiato i pagamenti sulla carta di credito o conto bancario che per me è una garanzia–e continuo a tariffargli i consumi, visto che non è che il suo utilizzo logori la mia infrastruttura;
- se è un cliente dal quale non posso cavar fuori più niente perché consuma e non paga, gli mando solleciti e li ignora, lo metto in mora e se la ride, e/o ha una storia debitoria che non mi piace sono costretto a interrompere il servizio e, se mi risulta che ha qualcosa di proprietà su cui rivalermi, procedo con l'ingiunzione.
Per l'ingiunzione infatti, essendo uno speciale procedimento sommario fatto a misura del creditore, mi basta andare dal giudice con la fattura insoluta e il contratto di servizio e il giudice, senza nemmeno convocare il debitore, emette il decreto di condanna al pagamento della fattura insoluta più le spese (per una fattura di 1000 euro, al debitore viene recapitata un'ingiunzione grosso modo di 1300 euro), che deve essere eseguito in termine variabile ma non superiore a 60 giorni. Il debitore ha due sole scelte: pagare entro i termini o, sempre entro i termini proporre giudizio di opposizione, che è un giudizio di rito ordinario e che sospende l'efficacia del decreto finché un normale procedimento stavolta non sommario, ma di cognizione (cioè con le parti, le udienze, gli eventuali testimoni ecc. che ahinoi ha i normali tempi lentissimi della giustizia civile, anche se nel caso in esame gode di alcune accelerazioni e semplificazioni visto che ricade per valore nella competenza del giudice di pace, sia per l'ingiunzione che per l'opposizione) stabilisca se il credito sussista effettivamente o meno.
L'opposizione è comunque una costosa seccatura perché impone, nel caso in esame, la difesa tecnica da parte di un patrocinatore che va comunque retribuito durante il corso del giudizio (il valore di causa eccede difatti i 516,46 euro, limite al di sopra del quale non si può stare in giudizio senza avvocato neanche dinanzi al giudice di pace) per importi che non sono distanti dal valore di causa (tra una cosa e l'altra gli vanno anticipati come minimo 500 euro o di più), per non dir poi che l'alea del giudizio può volgere a sfavore dell'opponente, col risultato che in tale sfortunata evenienza può finire per pagare fattura, spese del decreto, spese del proprio avvocato e spese dell'avvocato avversario nel giudizio di opposizione. Per tale ragione, non pochi, quando arriva il decreto ingiuntivo, pagano e punto, ma non è detto che sia sempre la strategia migliore, specie se le ragioni che si hanno si possono fare valere. In questo caso, va detto che se si dà inizio al giudizio di opposizione è il creditore che deve provare che il credito esisteva veramente e, a tal fine, la fattura con cui aveva ottenuto il decreto ingiuntivo non gli basta più: deve infatti provare che la prestazione da pagare è stata effettivamente eseguita con mezzi probatori (documentali, testimoniali ecc.) diversi e indipendenti dalla fattura stessa.
Nel caso in esame questi mezzi probatori potrebbero essere i dati di traffico: ma se, come pare dalle conversazioni avute con il call center, i dati di traffico contrastano con la fattura, è improbabile che TIM vada oltre il punto cui è arrivata adesso procedendo all'ingiunzione poiché, in caso di opposizione, Boh potrebbe chiederle anche i danni per responsabili aggravata ex art. 96 c.p.c. per aver chiesto un decreto ingiuntivo sapendo che il motivo di credito non era fondato (io chiederei nel caso, oltre al rimborso di tutte le spese e l'annullamento del decreto 2500 euro di danni a TIM, cifra che mi pare proporzionata e non esorbita dalle competenze del giudice di pace).
Se invece ci fossero dati di traffico congruenti con gli addebiti in fattura, per quanto detti dati fossero erronei provare la loro erroneità sarebbe arduo. Si richiederebbero infatti controaccertamenti peritali sul sistema informativo contabile di TIM, o altra prova equipollente di oneroso ottenimento e che sarebbe capace di far schizzare vertiginosamente i costi del procedimento col rischio che, se gli accertamenti non portassero da nessuna parte, doverne sostenere anche parzialmente le spese all'esito del giudizio sarebbe potenzialmente un grave danno.
Fatte queste verbose considerazioni, traggo le fila.
Personalmente, faccio in primis notare che a mio modesto parere interrompere il servizio è sempre una extrema ratio, e che quindi nel caso di Boh la TIM ha a mio avviso esagerato interrompendolo: una cliente sempre solvente dalla quale, sia pure per addebito automatico, ho comunque ottenuto il pagamento persino di una fattura in contestazione, che ha semplicemente chiesto il rimborso e che non ha risolto il contratto indispettita dalla vicenda, non la lascerei davvero andare alla concorrenza.
Tuttavia, pare, salvo futura smentita, che TIM sia già andata parecchio avanti nella progressione che ho descritto ai punti da 1 a 3. Mi parrebbe pertanto prudente darle tutto il filo da torcere possibile per evitare che le salti in mente di passare all'ingiunzione da un lato, e dall'altro cercare di farle riattivare il servizio.
Alla domanda "Ma che diamine devo fare??" darei quindi la seguente risposta:
1) contestare la fattura di ultroneo importo in modi adeguati per forma e sostanza, ossia redigere corrispondenza raccomandata a/r indirizzata alla sede legale della società:
- in cui si contesta esplicitamente in forma scritta la congruità degli importi fatturati nella fattura xyz con SUCCINTA spiegazione dei motivi;
- in cui si richiede l'annulamento della fattura emessa poichè non corrispondente alle prestazioni effettuate secondo le pattuizioni contrattuali;
- in cui si chiede la riemissione di NUOVA FATTURA relativa alle prestazioni effettivamente effettuate nel corrispondente periodo;
- in cui si richiede riscontro documentale dei propri volumi di traffico relativi alla fattura contestata;
- cui si allega (consigliabilmente) la fattura contestata.
A fronte di una contestazione di questo genere, ogni azione incongrua, compresa e in primo luogo l'ingiunzione che si desidera evitare, assume per il supposto creditore una maggiore responsabilità, anche ai fini della responsabilità aggravata, perché non può più in nessun modo sostenere di non aver saputo anzitempo che la fattura era contestata ed i motivi di contestazione, anche se non risponde. Neppure può facilmente sfuggire all'obbligo, anche fiscale, di rettificare gli importi della fattura, segnalatane l'incongruità (io un parere motivato delle mie decisioni, qualunque fossero, lo darei a chi me ne fa richiesta, in modo anche da stare a posto col fisco). Inoltre, non evadere eventualmente da parte di TIM la richiesta di fornire documentazione sui volumi di traffico aggraverebbe anch'essa la sua posizione in giudizio (comunque, se avessi della corrispondenza inevasa, io non inizierei giudizi se fossi nel creditore prima di avervi dato risposta): se invece li fornisce, naturalmente tanto meglio visto che si ha una base documentale su cui svolgere le proprie difese.
In ogni caso si vede che cosa eventualmente risponde.
2) Ingiungere l'adempimento del contratto ex art. 1453 c.c. comma I con ripristino del servizio interrotto.
(si può fare anche nella stessa lettera di sopra)
Infatti, si noti cosa è successo.
TIM ha interrotto il servizio per l'unico motivo per cui lo poteva fare, ossia l'eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c., visto che sostiene di avere una fattura insoluta. Come ho già detto l'avrà probabilmente fatto per pararsi ex art. 1375 c.c. dal fatto che gli venga eccepita mancanza di buona fede.
Lodevole intedimento, ma ora è un'arma a doppio taglio di cui Boh può afferrare l'impugnatura dimostrando non solo di non aver fatto in realtà nessun inadempimento, ma di esser stata messa invece per azione unilaterale della controparte nella contraria condizione di avere LEI un danno.
Infatti, come detto sopra, l'unica obbligazione cui Boh deve adempiere è solo quella di pagare TIM e nessun altra.
Ora, Boh ha indubbiamente pagato la fattura contestata perché TIM i soldi li ha presi;
Boh ha segnalato il fatto che la fattura era scorretta (cosa che a parte che era un diritto di Boh, non ha per giunta niente a che fare con le sue obbligazioni contrattuali);
TIM ha rimborsato Boh.
BOH, A TERMINI CONTRATTUALI NON HA QUINDI FATTO NESSUN INADEMPIMENTO PERCHE' LA FATTURA L'HA PAGATA; TIM NON HA IN QUESTO MOMENTO I SOLDI A CAUSA DI UN SUO STESSO ATTO (IL RIMBORSO), NON DI UN MANCATO ATTO DI BOH: PERTANTO OGNI SOSPENSIONE DEL CONTRATTO E' ILLEGITTIMA, ANCHE EX ART. 1460 C.C..
(Del resto se io ricevo dei soldi in pagamento e poi li restituisco al pagatore, non posso certo venir a dire di non esser stato pagato).
Pertanto, aggiungerei l'ingiunzione ad adempiere immediatamente ex art. 1453 c. I, fatta salva riserva di successiva valutazione degli eventuali danni subiti per l'interruzione del servizio e per le more successive fino alla riattivazione.
Fatta questa corrispondenza suggerirei infine, nei contatti con il call center di farvi sistematico riferimento, anche se attaccheranno di sicuro a dire che non si doveva/poteva indirizzarla alla sede legale, ma piuttosto qui/la/su/giù a tizio o a caio: non preoccupatevi di ciò perché l'unico indirizzo che si è tenuti a conoscere è quello della sede legale. Lì non si sbaglia (se arriva lì sono loro che la devono smistare a chi di dovere) e invece si rischia di sbagliare mandandola a destra e a manca secondo le variabili scuole di pensiero degli addetti al call center (ognuno, come è facile sincerarsi, segue la propria che di solito è difforme da tutte le altre). Se infine volete pensar male notate questo: nella sezione contatti di entità simili a TIM non compaiono indirizzi fisici cui rivolgersi per corrispondenza ordinaria (l'unica che si può produrre in giudizio) né da un po' di tempo neanche più email (cui si può mandare posta elettronica certificata con lo stesso valore di una raccomandata, perlomeno quelle non a/r, ai fini legali).
Scritto da De alguien a nadie, 5 anni, 4 mesi fa
Mi stai dicendo che sembra davvero una truffa? O è un'inefficienza/inadempienza?
Ho fatto tutto, incluso mandare il reclamo datto nella forma adatta, subito: ma mi hanno interrotto il servizio!
E' assolutamente assurdo… kafkiano!
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
L'interruzione del servizio è senz'altro un abuso, perché non avevano nessun titolo a farlo dato che non hai omesso nessun pagamento e si sono messi con le loro mani nella condizione di non avere più i soldi: quindi, son loro che sono inadempienti. Ingiungergli formalmente di riprendere il servizio quale risposta al loro sollecito, pertanto, si imporrebbe.
Per il resto, esistendo contestazione scritta della fattura, è allora più difficile che vadano oltre (mi dirai, già così danno un bel fastidio…) senza rischiare a loro volta: se ti mettono all'angolo facendo i prepotenti e volendo i soldi prospettando azioni, hai qualcosa per rispondergli dato che grava su loro, se il gioco si fa duro, provare che avevano davvero il credito.
Ma con il sollecito ti hanno fissato un termine di pagamento, o ti hanno semplicemente detto "la fattura non ci risulta pagata" e basta?
Scritto da De alguien a nadie, 5 anni, 4 mesi fa
Hanno solo scritto la fattura non ci risulta pagata: ma il servizio era interrotto!!
I pagamenti sono automatici dalla carta di credito, che poi è l'unico modo di pagare. Quindi abbiamo pagato, eccome! E continuiamo a pagare…
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
Hanno solo scritto la fattura non ci risulta pagata: ma il servizio era interrotto!!
I pagamenti sono automatici dalla carta di credito, che poi è l'unico modo di pagare. Quindi abbiamo pagato, eccome! E continuiamo a pagare…
Voglio dire che abbiamo pagato anche questo mese, col servizio interrotto, regolarmente e puntualmente.
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
Personalmente non credo che sia una truffa, perché innanzitutto ravvedo dei comportamenti che escludono il dolo e il profitto patrimoniale diretto: i soldi, infatti, te li hanno restituiti dopo averli presi e, tenendo presente gli obblighi su di loro gravanti per l'IVA che hanno sicuramente dovuto pagare allo stato il mese successivo e che non rivedranno a rimborso per un bel po' non possono aver ricavato lucro dagli interessi (finché non annullano la tua fattura non possono riportare in compensazione quello che hanno già pagato allo stato il 15 del mese successivo all'emissione anche se ti hanno dato i soldi: quindi sul 20% dell'imposto perderanno un anno e più di valuta alla fine se gli va bene–e questo è più di 3 mesi di valuta sul restante 80% della cifra lorda che hanno trattenuto).
Insomma, non vedo come abbiano fatto profitto, giusto o ingiusto che sia, e questo già di per sé esclude l'art. 640 c.p. (truffa): perdipiù, avendoti rimborsato, non si può certo dire che emerga il dolo (che nel caso della truffa è richiesto ed è specifico). E se non emerge il dolo, anche il solo tentativo di truffa non viene a configurarsi.
Interrompendoti il servizio, poi, si sono messi nella condizione di non poter più profittare dal contratto: quindi, ravvisare reato di truffa nel loro comportamento, complessivamente, non mi pare oggettivamente sostenibile.
Scritto da De alguien a nadie, 5 anni, 4 mesi fa
> Voglio dire che abbiamo pagato anche questo mese,
> col servizio interrotto, regolarmente e puntualmente.
Questo aggrava il loro inadempimento e esclude ogni inadempimento vostro a più forte ragione: ingiungergli l'adempimento urge.
Si può mandare anche, se vi siete stancati, una diffida ad adempiere ex art. 1454 c.c.: questa però, a differenza dell'ingiunzione ex art. 1453 c.c., è il preludio alla risoluzione del contratto da parte vostra.
> Hanno solo scritto la fattura non ci risulta pagata: ma il servizio era interrotto!!
Non sembra una messa in mora, perché avrebbero fissato un termine perentorio per il pagamento: sembra più un avviso bonario, se non fosse che hanno interrotto il servizio.
L'impressione complessiva che ne ricavo è quella di un qualche meccanismo cieco e bieco perlopiù sottratto al controllo umano che, attraverso catene di automatismi programmati in modo farraginoso, finisce per dar danno al cliente incolpevole. Che paga, e se chiede il rimborso poi non risulta adempiente.
Non ci vedo metodo in questa follia, e a dare un tocco kafkiano alle situazioni di solito ci vuole un personaggio kafkiano che quasi sempre, al giorno d'oggi, è una macchina…
Scritto da De alguien a nadie, 5 anni, 4 mesi fa
vuoi dire che sono bona fide? E perché siamo così tanti ad essere danneggiati? E reiteratamente poi…
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Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
Sì sì, li ho letti e ho visto quanti siete a trovarvi in questa condizione.
Capisco anche le vostre istanze e il giusto risentimento che a loro soggiace e pure il fatto che sia naturalissimo il sentirsi truffati.
La mia presunzione di buona fede, però, procede da motivi tecnici e dalla presunzione di non colpevolezza che impone di provare gli estremi del reato per ogni singolo caso, prospettandovi quali sarebbero le possibili difese avversarie in caso di querela per truffa da parte vostra (la truffa infatti si persegue in genere a querela, salvo alcuni casi aggravati in cui si procede d'ufficio che è da vedere se ricorrano, caso per caso, in quel che è capitato a ciascuno, non parendomi che esistano aggravanti per il numero di presunte parti offese–mentre esistono ad esempio se il profitto è elevato, che può anche essere correlato al numero di parti offese).
Per essere perseguito il reato occorre pertanto formale querela da parte dell'offeso a meno di non provare che esistano aggravanti, con le quali basta invece che la notizia di reato pervenga all'Autorità Giudiziaria anche a mezzo stampa ad esempio, visto che è tenuta ad attivarsi d'ufficio.
Il fatto è che prima di tutto, PER CIASCUN SINGOLO CASO, bisogna valutare dagli elementi se c'è il reato, visto che denunzie e querele sono atti che impongono particolari responsabilità in chi li fa a pena di possibili sanzioni anche consistenti.
Sfortunatamente per la parte offesa, la buona fede si presume finché non si prova il contrario, visto che è il presunto reo ad essere garantito dalle presunzioni d'innocenza.
Nel tuo caso specifico, Boh, a me pare che non emerga un quadro probatorio di truffa a tuo danno, ma solo di un inadempimento contrattuale, per quanto grave e progressivamente aggravantesi e anche notevolmente dannoso: un illecito, certo, ma non quel particolare illecito che è il reato di truffa.
Vediamo gli elementi che è necessario provare per la truffa:
1) il dolo specifico–cioè la volontà di arricchirsi con un artifizio o un raggiro da parte del reo: nel caso singolo non si può propendere per il dolo, poiché con pari forza si può difendere l'errore. Certo, errori multipli a danno di molti possono alimentare un quadro indiziario che in certi casi è sufficiente (nell'ordinamento italiano una condanna può giungere anche per elementi indiziari, e non solo per prove "al di là del ragionevole dubbio"), ma può anche deporre per un errore sistematico da parte di un meccanismo automatico: una colpa, civilisticamente anche grave, ma non un dolo.
2) il profitto ingiusto: se restituiscono i soldi mi pare difficile che si configuri il profitto, giusto o ingiusto, per il fatto comunque che è difficile che ne ricavino qualcosa: il tempo per il quale trattengono le cifre non mi pare sufficiente per avere vantaggi, per le considerazioni fatte prima.
Scritto da De alguien a nadie, 5 anni, 4 mesi fa
Con ciò, non voglio dire che non esistano reati ai danni di chi si vede addebitare fatture di importo esorbitante: dico solo che col materiale probatorio a disposizione nei casi di cui ho letto, mi pare che sia arduo sostenere nell'unica sede che conta–dinanzi all'Autorità Giudiziaria, intendo–che sussista il reato di truffa a vostro danno.
La ricostruzione della cosiddetta verità processuale, l'unica efficace ad ottenere ristoro di un danno in ultima analisi, purtroppo per le parti offese è un lavoro in salita: nel caso specifico, mi pare addirittura, data la tenuità oggettiva del materiale probatorio, un'ascesa rupestre.
Ma la percezione di essere truffati è una cosa diversa e la comprendo senz'altro.
Del resto, delle relazioni che la verità processuale abbia poi con la Verità con la V maiuscola ben dissero gli antichi così definendo la sentenza, atto che la verità processuale racchiude ed esprime:
"sententia facit de albo nigrum ac aequat quadrata rotundis"
Scritto da De alguien a nadie, 5 anni, 4 mesi fa
A fronte di tutto ciò tuttavia, mi sembra più grave addebitare il canone mensile a servizio bloccato che non presupporre la truffa per gli addebiti oltre soglia. Qui è già più difficile giustificare l'atto, visto che è arduo per loro dire di non sapere che il servizio è bloccato. L'unica via di uscita che possono tentare di percorrere è lo stesso art. 1460 c.c. in base al quale compiono apparentemente l'abusiva interruzione. Infatti Boh PUO' rifiutarsi di effettuare le proprie obbligazioni, ossia di pagare il canone, finché non ha il servizio riattivato, ma deve esprimere il rifiuto in qualche modo. Se il rifiuto di pagare fino alla riattivazione è stato espresso, gli addebiti continuano, e la riattivazione non avviene, direi che a quel punto il quadro probatorio cambierebbe, perché l'onere di provare che si tratta di un errore e non qualcosa di peggio graverebbe sulla controparte.
Scritto da De alguien a nadie, 5 anni, 4 mesi fa
Sì infatti anche io non la chiamo truffa, e poi c'è sempre la presunzione di innocenza fino a che non è provata e sentenziata la colpevolezza, però mi sento lievemente truffata uguale.
Il servizio è pagato ma non si può usare!
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
Sono sincero De Alguien, non ho voglia di leggere il tuo post perchè troppo, scusa il termine, prolisso. Specifico solo una cosa che forse ti è sfuggita, qui si parla di garanzia e protezione del consumatore. Cosa del quale la TIM ed altri operatori, nel settore internet non hanno garantito. Siamo come quando, avendo 20 anni fa il telefono a casa per chiamare e ricevere, improvvisamente si capì che c'erano servizi, 144, etc. che succhiavano soldi senza che il consumatore ne fosse a conoscenza o comunqiue in maniera incontrollata. Oggi la setssa cosa, accade con internet a pacchetti. All'ufficio reclami ho semplicemente detto una cosa lecita dal punto di vista del consumatore. Io avevo necessità di collegarmi ad internet e desideravo pagare 20€ fino a 512MB. Perchè non mettete un contatore che blocchi automaticamente la connessione se si va al di fuori di quanto accordato? Allora diventa quasi truffa se gli operatori non lo fanno appositamente, diventa un servizio non conforme al rispetto dei consumatori se la tecnologia non lo permette. Da tecnico io escludo questa ipotesi. L'azione legale congiunta serve solo a determinare questo. La mia personale invece è diversa perchè al momento dell'aderenza al servizio il call center ha "dimenticato" di avvisarmi che dopo i 512MB si pagava 0,6 a KB. L'ufficio reclami ha detto: bastava collegarsi al web della TIM. etc., ectc. Qui mi fermo.
Scritto da Domenico, 5 anni, 4 mesi fa
Effetivamente ho scritto troppo e vi chiedo scusa.
Non è che io dica che non vi è un illecito: anzi vi è un illecito per vari inadempimenti, anche gravi e non poco dannosi, specie se il danno colpisce un servizio che si usa per lavoro.
Dal punto di vista civilistico l'azione di ristoro è, a prescindere dalla fattualità occorsa a ciascuno, direi più che giustificata.
Dicevo solo che mi pare arduo che l'illecito, anziché solo da violazione patente delle norme civilistiche che regolano i contratti, scaturisca anche dal reato di truffa che, nel materiale probatorio così come si può apprezzare dagli interventi online, mi pare oggettivamente non configurarsi con la necessaria chiarezza.
Con ciò, la presenza di reati non si può però neanche escludere: ad esempio, se a fronte del fatto che un mio fornitore mi applica la ritorsione di cui all'art. 1460 c.c. sospendendomi la fornitura di un bene o l'erogazione di un servizio, e io gli rispondo ex art. 1460 c.c. che non lo pago più neanch'io finché la faccenda non si è composta e non riattiva il servizio, e quello, nonostante ciò, continua a sfruttare il fatto che gli permetto di addebitarmi un mio strumento di pagamento a sua richiesta per spillarmi soldi mentre il servizio non me lo dà, allora la cosa è un po' diversa perché lì sì che è più arduo dire che non lo fa per errore, e soprattutto il fatto che non lo fa per errore a questo punto me lo deve provare lui perché ha violato l'obbligo di buona fede ex art. 1375 c.c.. Il reato di specie nell'exemplum fictum che ho fatto non sarebbe, comunque, la truffa, ma altro reato contro il patrimonio.
Scritto da De alguien a nadie, 5 anni, 4 mesi fa
> Perchè non mettete un contatore che blocchi automaticamente la
> connessione se si va al di fuori di quanto accordato?
> Allora diventa quasi truffa se gli operatori non lo fanno
> appositamente, diventa un servizio non conforme al rispetto
> dei consumatori se la tecnologia non lo permette.
In tutta franchezza Domenico sono d'accordo sul fatto che sarebbe serio e indice di correttezza nei confronti del cliente mettere un limitatore del traffico o un robusto sistema di avvisi quando si arriva alla vicinanza della soglia, visto quello che comporta oltrepassarla. Anche se fossi il più egoista e rapace degli amministratori io una cosa del genere la vorrei per i miei clienti, non foss'altro per il fatto di farli sentire davvero in Relax e non sulle spine quando usano il servizio per poi spendere questa apprezzabile feature per indurli alla confidenza di comprare qualcos'altro e arrotondarmi i bilanci: visto che il mio patrimonio, specie nell'ITC, sono i clienti, per fidelizzarli eviterei di stressarli.
Tuttavia, dire che è una quasi truffa solo perché non mettono il limitatore mi pare del tutto eccessivo. Già ad un utente come me per esempio, darebbe fastidio non poter sforare se necessario, subendo l'effetto "carta prepagata" che personalmente mi urta. E a parte ciò la stragrande quantità delle utility forniscono sconti a soglia, specie al business, dall'energia alle comunicazioni.
Ma in ogni caso credo che sia insostenibile dire che sia una truffa il cui artifizio consisterebbe nel non limitare il consumo oltre soglia, visto che si presume che l'utente sia in grado di regolarsi o comunque di richiedere al call center un controllo anche preventivo.
Scritto da De alguien a nadie, 5 anni, 4 mesi fa
TIM, di nuovoSembra una farsa kafkiana. Come potete leggere da Boh, ieri è arrivato un sollecito di pagamento per l’importo di quasi 1.000 euro che TIM aveva prima addebitato e poi stornato dalla mia carta di credito, ormai tre mesi fa. Secondo loro l’…
Scritto da Qix.it, 5 anni, 4 mesi fa
C'è qualcosa di strano nella telefonia mobilePoco fa leggevo questo post di boh che parla di un suo problema con Tim. Tralascio il discorso sulla vicenda in se: niente di nuovo sotto il sole, siamo in Italia…Però una frase mi ha veramente fatto sgranare gli occhi davanti al monitor: […]Se ho sforato, nel mese di agosto, è stato forse per 1 Mb: 3,5 Eu IVA.[…] Questo vuol dire che con Tim un misero mega di trasferimento costa Euro 4.20?!?!?! C'è qualcosa di strano nel mercato della telefonia.Decido di controllare la concorrenza e vedo che il costo di una sessione di connessione via UMTS con Vodafone è di Euro 1.00 IVA Inclusa. Sarebbe bello capire cosa si intende per sessione… Presto detto: una sessione ha una durata di 15 Minuti ed il costo della sessione viene addebitato anticipatamente.Questo vuol dire un costo di 4 Euro l'ora, ma anche di 1 Euro per un minuto. E se aggiungiamo lo scatto alla risposta (che nessuno degli operatori ha mai giustificato tecnicamente) si può spendere 1.50 Euro per due minuti di connessione.Contrallare insistentemente la propria casella di posta connettendosi più volte in pochi minuti può costare un capitale…Libero invece presenta quella che sembra una buona offerta: Mega 15000. Traffico di 15GB per 30 Euro al mese. Sono tantissimi rispetto all'offerta Tim, ma pure qui il più viene pagato per 0.3 Eurocent al kbyte. Bastano due calcoli per capire che ogni mega aggiuntivo costerà più di 3 Euro.Perchè i primi 15GB costano solo 2 Euro ogni 1024 Mega e dopo un solo mega costa più di tre Euro?O libero lavora in fortissima perdita per i primi 15GB o piazza un ricarico a 4 cifre sul prezzo del traffico non compreso nell'offerta. E vi assicuro che non vendono l'elisir di lunga vita…Ma facciamo pure un confronto con le linee tradizionali. Perchè è vero che le *DSL sono tecnologia vecchia rispetto all'UMTS. Ma vero è anche che ad oggi le prestazioni di una tecnologia quasi matura (mi riferisco alla sola area geografica Italia…) come le linee *DSL sono oggi anni luce superiori rispetto all'UMTS.E' poi mia personale opinione che il successo dell'UMTS in Italia sia legato ad un altro vero successo: gli SMS . Ad oggi sono la vera innovazione! E ci costringono ad usare il cellulare anche in casa, quando potremmo più facilmente (ed a costi molto più contenuti) fare una telefonata con la nostra linea analogica.Ma questo è un altro discorso…Ritorniamo al nostro confronto! Fatevi un giro e noterete che il costo mensile di una buona connessione internet ADSL (in Italia c'è solo Fastweb come grande operatore che offre la linea simmetrica nel mercato del B2C).I prezzi mensili vanno dai 20 Euro ai 35, massimo 39.90 delle connessioni più potenti.Costa di meno solo Tele2, ma chiamarla connessione internet è dare dell'imperatore ai porci (fra l'altro sto seriamente pensando di denunciarli, ma come sempre tutte le mie mail alle associazioni dei consumatori finiscono nel loro cestino, perchè se in Italia ti lamenti di una connessione internet di merda, vuol dire che sei un delinquente che scarica pornazzi e l'ultimo CD di Gigi D'Alessio… Ma anche questa è un altra storia…).A casa a Catania (dove non ho Tele2, ma un'ottima Alice 2MB) ci si collega in 3 via piccola LAN. Non usiamo quasi mai client p2p, ma io lavoro continuamente su internet ed il giorno dei backup succhio diversi GB di traffico in poche ore, un altro mio coinquilino scarica a raffica centinaia di documenti (tutti molto pesanti) che gli arrivano dallo studio medico del capo, un altro ancora sta sempre a chattare (poco traffico) e spedire allegati pesanti.Insomma, un giorno normale a casa mia vogliono dire 4GB di traffico. Il giorno dei miei backup 6/7 GB.So che non è tanto, ma vi immaginate cosa costerebbe con le offertissime UTMS?Invece con 19.90 al mese sono felice…Altro esempio: il servizio di hosting del mio blog. E' Aruba il fornitore. Molti storciono il naso, ma io non ho mai avuto problemi con loro. Le potenzialità del blog mi permettono di avere tanti articoli in poco spazio, e loro sono contenti.Il consumo di banda giornaliero negli ultimi tempi è costante e preciso come un orologio svizzero: 1GB al giorno. Stranamente anche il numero di visite giornaliere è sempre uguale, come il numero di hits e tutto il resto. Avrò fidelizzato bene i miei lettori…BTW, non è questo che conta, bensì sapere che lo spazio web (illimitato si, ma usato molto poco) e 365GB di traffico annuale mi costano meno di 30 Euro l'anno!Considerando solo la banda usata, con i prezzi degli altri operatori dovrei vendere tutti i miei organi e pure quelli dei miei familiari!!!Il fornitore di hosting con cui sto contrattando al momento mi offre un server viruale con spazio fino a 10GB, sistema operativo fedora server, banda compresa nel prezzo di 700 Euro annuali (più o meno ora non ricordo). La società in questione è anche certificata ISO9001. Non ho nessun motivo per sospettare che promettano quello che non possono… (poi magari la prendo nel culo, perchè il marchietto ISO9001 non ha mai fallito con mer per ora).Concludendo… Ok la differente (e più costosa) tecnologia. Sappiamo che i primi clienti di ogni nuova cosa scontano sulla loro pelle i costi di ricerca e sviluppo non ancora ammortizzati. Ma certi prezzi non sono un po' troppo altini?Non è strano assai vedere che per usare la connessione UMTS di Vodafone e Tim, oltre a comprare un cellulare UMTS, serve un ulteriore hardware che costa, guarda un po'…, 49 Euro sia con Vodafone che con Tim?!?!!?Già in Italia l'oligopolio sulla telefonia mobile è chiarissimo! Tre grosse più una nuova che cerca di emergere è un mercato oligopolistico con forte concentrazione.I prezzi sono (IMHO) spropositatamente alti. E cosa non indifferente: sono allineati fra tutti i competitors.Io sono laureato in economia e commercio e la situazione descritta è molto simile alla definizione di cartello.
Scritto da davidonzo's blog :), 5 anni, 4 mesi fa
Certo che questo è davvero un post di successo… :)
> Già in Italia l'oligopolio sulla telefonia mobile è chiarissimo!
> Tre grosse più una nuova che cerca di emergere è un
> mercato oligopolistico con forte concentrazione.
> I prezzi sono (IMHO) spropositatamente alti.
E' una sensazione che condivido anch'io davidonzo: basta fare qualche rapido confronto con l'estero, specie nel Nord America dove non possiamo presumere arretratezze tecnologiche, anche se gli standard più diffusi sono diversi.
Scritto da De alguien a nadie, 5 anni, 4 mesi fa
Domenico, c'è un contatore quando apri la scheda, è il bottone in alto a destra, non c'è bisogno che ci si colleghi al sito web della TIM!! Non lo sanno neanche gli operatori?
De Alguein: guarda che l'addebito illecito era per tuttii Mega consumati, non per qualcuno per il quale "forse", a detta della signorina, avrei sforato! E per il quale "in caso" avrei pagato solo 6 Eu, mi pare, quindi roba da niente confrontato ai 960 ecc. Ammesso che lo abbia sforato, cosa di cui non era sicura neanche lei!
Davidonzo, sì, i prezzi sono incredibilemnte alti, come per la luce per esempio. In altre parole, non c'è una reale concorrenza, sembra che si siano messi d'accordo fra loro vero? E lo chiamano libero mercato e post-capitalismo.
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
Traggo da Qix.it:
> E ovviamente il modulo di reclamo inviato
> per raccomandata non è (da loro) mai stato ricevuto…
> …il gentile Andrea (matricola 41234)
Dal fatto che non riscontrino neanche le raccomandate e che, se interrogati, si limitino a dichiarare di sé solo nome e matricola come previsto dall'art. 17 della Convenzione di Ginevra, farebbe pensare che dal loro punto di vista la faccenda sia soggetta, anziché al dirittto italiano vigente, al diritto internazionale di guerra… :)
Scritto da De alguien a nadie, 5 anni, 4 mesi fa
> De Alguein: guarda che l'addebito illecito
> era per tuttii Mega consumati, non per qualcuno
> per il quale "forse", a detta della signorina, avrei sforato!
Aah, mica avevo capito! Ti hanno tariffato L'INTERO CONSUMO come se fosse oltre soglia!
Beh, qui allora hanno fatto un inadempimento colossale perché le pattuizioni erano ovviamente diverse: come è lampante dato che sono contenute nelle loro offerta commerciale.
L'abuso, è molto peggio di quel che avevo compreso…
Scritto da De alguien a nadie, 5 anni, 4 mesi fa
Sì, è un vero a proprio abuso. In più, appunto, si paga senza poter usufruire del servizio.
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
[...] Non ci posso credere. Eppure e’ tutto vero. Di fronte all’ottusita’ di certa burocrazia non so che pensare. tags: truffa, tutto relax, tutto relax internet, tim [...]
Scritto da Cassa di risonanza/3 Tim e Internet tutto relax at Quasi.test, 5 anni, 4 mesi fa
per davidonzo: in caso di sforamento TIM fa pagare 6 euro (ripeto sei!) a megabyte
vedi anche
"Ma quanto costa navigare col cellulare?"
http://aghost.wordpress.com/2006/10/24/ma-quanto-costa-navigare-col-cellulare/
Scritto da aghost, 5 anni, 4 mesi fa
Sono d'accordo con chi esclude la truffa. Mancano i presupposti. La truffa è un illecito penale, l'illecito commesso dalla compagnia telefonica è a mio avviso civile, e si fonda sulle norme che prevedono correttezza e buona fede in ogni fase del rapporto, compresa quella esecutiva. E proprio la fase esecutiva quì interessa perchè, a quanto pare, La compagnia telefonica invece di avvisare il cliente del superamento della soglia, e della applicazione di una tariffa al di sopra di ogni soglia di umana ragionevolezza, si limita a bloccare il servizio al raggiungimento di circa 230 mb, ovverosia al raggiungimento di ben 1230 euro di traffico iva esclusa. Perchè non interrompere prima? O meglio, perchè invece di interrompere La compagnia tel non chiede conferma telefonica al cliente, o manda un sms anche sulla carta dati? Risposta: perchè ci vuole guadagnare e sa molto bene che in mezzo a tutti questi clienti c'è una minima soglia che, per non sapere come muoversi e per non andare incontro a problemi di altro tipo, paga. E dopo il pagamento nessuno accerta che vi siano o meno errori di alcun tipo. Le casse si arricchiscono e i clienti più coraggiosi ed esperti vengono rimborsati e messi a tacere. Ed invece no! Quanto si soffre davanti a una bolletta esagerata? Quante raccomandate, fax e telefonate si fanno prima di vedersi riconoscere lo storno del maltolto? Quant'è il tempo che ciascuno di noi perde per ottenere il misero riconoscimento, da parte delle compagnie tel, anzi, della compagnia tel, che i sistemi operativi hanno avuto dei problemi o che i conteggi son stati fatti male? Il codice di procedura civile consente al giudice di ricorrere alle massime di esperienza per rispondere a quest'ultimo quesito. Le masime sono regole di vita quotidiana che non necessitano di essere provate in giudizio perchè intimamente connesse al comune vivere sociale (chiunque le conosce, le accetta, le condivide e le rispetta, ad esempio chiunque sa che la domenica, al posto di scrivere raccomandate, potrei andarmi a fare un giro al parco). Ebbene, le massime di esperienza diventano prova, dimostrazione che una bolletta esagerata, seguita da numerosi reclami, e riscontrata dopo diversi mesi con esito positivo giustificato sopra errori non imputabili al cliente, provoca il danno esistenziale (mutamento delle normali abitudini quotidiane), che nei casi più gravi(ansia, depressione), si trasforma in danno biologico. Tutti danni risarcibili oggi, in virtù delle più recenti pronunce della Cassazione, anche a prescindere dalla commissione o configurabilità astratta di un reato. Ciò in quanto il fondamento giuridico deve rinvenirsi,direi ragionevolmente, nell'art. 2043 codice civile, che obbliga chi commette fatti dannosi e ingiusti a risarcire chi li abbia subiti. E quì basta la colpa (negligenza, imperizia, inosservanza di leggi -buona fede e correttezza -, regolamenti -v. carta servizi per i tempi di riscontro ai reclami scritti- ordini o discipline). Per concludere, ragazzi, dateci sotto perchè bollette sopra certe soglie nascondono SEMPRE (e non quasi sempre) delle irregolarità, sia nella fase di stipula (insufficiente informativa) che in quella attuativa del contratto.
Scritto da Rebecca, 5 anni, 4 mesi fa
Rebecca, infatti neanche io la considero truffa, almeno a livello legale, se non che io mi sento truffata, e non solo io.
Però a mancare non sono solo correettezza a buona fede, ma anche la volontà di risolvere un meccanismo deficiente verso di noi, anzi, perverso, e *illecitamente* lucroso per loro. Guarda un po'. Insomma, l'inciucio c'è, e non ne sono inconsapevoli.
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
Abbandona Tim (se puoi farlo). ;)
Scritto da Dario, 5 anni, 4 mesi fa
Sì infatti lo stiamo facendo…:)
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
[...] Sembrava che tutto si fosse risolto, invece TIM ha di nuovo chiesto a Boh e a Ludo il pagamento di quasi 1000 euro. [...]
Scritto da Zanblog.it di Giorgio Zanetti » Tutto Relax Internet di TIM, il ritorno, 5 anni, 4 mesi fa
Tutto Relax Internet di TIM, il ritornoVi ricordate il post Tutto Relax Internet di TIM è una truffa? Sembrava che tutto si fosse risolto, invece TIM ha di nuovo chiesto a Boh e a Ludo il pagamento di quasi 1000 euro. Sempre sul fronte “problemi con TIM”, segnalo la petizione l…
Scritto da Zanblog.it di Giorgio Zanetti, 5 anni, 4 mesi fa
sono anche io in una situazione analoga.l'unico consiglio che ti posso dare(e che mi ha spesso aiutato) è di aprirti un conto corrente, che ti puoi gestire via computer(la banca la scegli tu..) e farti mandare a casa le bollette da pagare.In questo modo,PRIMA controlli cosa c'è da pagare..DOPO via internet,fai il pagamento comoda a casa tua,sanza code e perdite di tempo agli sportelli.Tutti i bollettini hanno i codici per sessere pagati via internet..non ci sono problemi.Per quanto riguarda la telecom,sicuramente qualcosa verrà fuori..io aspetto di vedere cosa faranno con me, dopo di chè,prenderò provvedimenti..L'idea migliore,credo che sia,andare a ”mi manda rai tre”…perchè ci sono già stati meno di cinque mesi fa e,tornare là,sarebbe un bel danno..Per ultimo…DISDICA L' ABBONAMENTO E PASSI A UN' ALTRA COMPAGNIA TELEFONICA!!!Lasciamoli senza più nessuno che gli paga lo stipendio..tanto si comportano così SICURAMENTE perchè hanno buchi da risanare..è la migliore arma in nostro possesso..faccia girare la voce..in bocca al lupo…
Scritto da franco, 5 anni, 4 mesi fa
grazie! Il consiglio mi pare eccellente…:)
Scritto da boh, 5 anni, 4 mesi fa
[...] Aiuto! Ancora TIM Tutto Relax Internet... parte IV lunedì 08 gennaio 2007 [...]
Scritto da Orientalia4All, 5 anni, 3 mesi fa
Un pessimista direbbe: "Cambia paese!"
Un ottimista:"prova cambiarlo questo Paese"
Io sono un pessimista e ho giá cambiato..ciao!
Scritto da ProgressForum, 5 anni, 3 mesi fa
ciao ProgressForum, dove vivi? E come ci stai?
Scritto da boh, 5 anni, 3 mesi fa
MODIFICA DOMICILIAZIONE CARTA DI CREDITO NON RIUSCITA E CHIUSURA CONTRATTO TUTTO RELAX
Vediamo se qualcuno è in gradi di aiutarmi a dipanare questa matassa.
Ho fatto un contratto Tutto Relax TOP in abbonamento con domiciliazione carta di credito.
La mia banca mi ha cambiato la carta ed io sentito il 119 ho mandato via FAX il modulo con i nuovi dati (spedizione fatta presso un centro TIM).
Dopo qualche giorno mi arriva un lettera da TIM,non raccomandata, che mi dice che vogliono anche fotocopia carta di credito, identità e fiscale (ma nel contratto non c'e' traccia di questa procedura). Comunque glieli mando via fax dal mio PC.
Passano una decina di giorni e mi arriva da TIM una lettera in cui mi dicono che la mia banca ha rifiutato la domiciliazione e che dìavrei dovuto pagare via bollettino postale.
Chiamo 119 che mi tranquillizza; i dati miei erano arrivati e la lettera si riferiva probailmente alla vecchia carta di credito.
Dopo un'altra decina di giorni, devo richiamare il 119 per una informazione e scopro che dal 27/2 TIM mi chiude tutto relax; questa situazione comunque nessuno della TIM me l'ha mai comunicata per iscritto.
Dopo una tonnellata di telefonate al 119 vengo a sapere che il tutto e' successo perche' i miei documenti inviati via FAX erano, secondo loro, illegginbili.
Mi attivo subito e rimando il tutto via Raccomandata e via FAX, sia da un centro TIm che dal mio PC (ed ancora sono illeggibili per loro). Per quanto riguarda i documenti mandati via Raccomandata arrivati il 10/3 non so piu' niente.
Chiamo continuamente il 119 che mi dice che verro' chiamato con urgenza e mando solleciti e reclami al centro di Crotone che gestisce le domiciliazioni.
Possibile che non ci sia modo di contattare l'uffico amministrativo di Milano (io sono di Brescia).
Che ne pensate?
Ho paura che mi verrà chiesta la penale (e tra l'altro ora ho il telefono con contratto Unico che costa un casino a telefonare) e che la mia richiesta di ripristino dell'offerta non venga neanche valutata.
Tra l'altro come faranno a chiedermi i soldi, visto che la nuova carta di credito per loro non esiste !!!!
Io penso che non paghero' niente e mettero' tutto in mano ad un legale.
Scritto da manona, 5 anni, 2 mesi fa
la saga Tim, nonostante tutto, continua…
Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa
Io sono del parere che bisogna denunciarli, come ho fatto! Nonostante tutti i reclami e la diffida scritta hanno continuato ad addebitarmi somme non dovute. Se non è truffa questa….
Scritto da Giovanni, 5 anni, 2 mesi fa
Sembra tutto sistemato.
Oggi mi ha chiamato il Servizio Clienti TIM per dirmi che l'offerta Tutto Relax Top era stata ripristinata.
Unica rottura e' che tutto e' partito in automatico e arriverà fattura (non su carta di credito) con penale che pero' chiamando la TIM non dovrò pagare e verero' solo la differenza.
Meno male. Pericolo scampato.
La lezione che vorrei dare a chi legge è che in caso di cambio di carta, se c'e' ancora in vita per un attimo la carta vecchi si va alla TIM a fare il cambio della domiciliazione.
Se la vecchia invece e' morta fare subito RACCOMANDATA RR allegando:
modulo prestampato TIM per la nuova domiciliazione
fotocopia fronte retro carta di credito, carta d'identità e codice fiscale
In contemporanea mandare il tutto via FAX alla DATITEL di Crotone 800600119; occhio a mandare le fotocopie dei documenti e non scannarizzarle perchè potrebbero esserci problemi
Dopo un paio di giorni contattare il 119 e verificare che sia arrivato tutto e che quanto inviato via FAX sia leggibile.
Scritto da manona, 5 anni, 2 mesi fa
Quanta gente che ha avuto problemi anche grandi. E io che mi credevo la sola…! ma l'importante è risolverli e non arrabbiarsi…:)
Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa
dunque.la tim chiede una documentazione quando parliamo di abbonamento,non di ricaricabile.quindi se una domiciliazione decade,ed è pacifico che non è volere di tim,che al contrario è ovviamente molto contenta se il cliente paga tutti i bimestri regolarmente,il cliente può inoltrare fax a crotone per richiedere una nuova domiciliazione,ripristino offerta e ricalcolo fatture senza penale se abbonamento.ovviamente il cliente firma un contratto dove è ben specificato che si obbliga a mantenere attiva la domiciliazione 24 mesi,in caso contrario,decade l'offerta.quindi se il gestore della carta di credito o la banca revocano la domiciliazione,è palese che si dovrà muovere per riparare alla situazione creata.se si tratta di ricaricabile,e anche in questo caso il cliente ha firmato un contratto ben dettagliato,tim avvisa che la domiciliazione sta per decadere con sms,è sua cura andare su www.tim.it,inserire numero cellulare e password,cliccare su la tua linea e poi su cambio carta di credito e fare le modifiche del caso.tim non ha ovviamente il controllo su quello che il gestore della carta di credito o della banca provvede a modificare al suo cliente,ma fa tutto quello che è in suo potere per sistemare la situazione.
Scritto da buby, 5 anni, 1 mese fa
Buby, grazie dei consigli…:)
Ti rendi conto che questi commenti sembrano quelli di una società di mutuo aiuto?
Voglio dire, ti pare giusto che io, tu e gli altri dobbiamo fare così per *difenderci* dalla TIM???
Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa
Ragazzi avete segnalato i vostri casi sul forum della dottoressa Anna Bartolini del Corriere della Sera? Vi siete iscritti a generazioneattiva.it? Questo forum io l\'ho portato a conoscenza della dottoressa Anna Bartolini, in quanto il Corriere della Sera e\' un giornale importante a me prima volevano rimborsarmi della somma dovuta ma quando gli ho detto che andavo via non ho saputo piu\' nulla. Il presidente di generazioneattiva,it Andrea d\'Ambra mi sta dando una mano insomma qua dobbiamo aiutarci perche\' tutti abbiamo avuto lo stesso problema.
Scritto da Nicola Zichella, 5 anni, 1 mese fa
L\'Associazione Consumatori che fa per noi e\' quella di Andrea d\'Ambra lo conoscete? questo ragazzo di Ischia ha fatto tutto da solo e hanno abolito i costi di ricarica ora ragazzi uniti diventiamo una forza e ci dobbiamo far rimborsare l\'iscrizione a generazione attiva costa solo 5 eur diamoci da fare. Io mi sto muovendo a 360 gradi ma sto dando una mano anche all\'associazione e i soldi la tim ancora non me li ha restituiti. Allora organizziamoci uno si occupa per la stampa ma abbiamo il sito di generazioneattiva. Scrivete ad Andrea d\'Ambra fatevi sentire
Scritto da Nicola Zichella, 5 anni, 1 mese fa