Fasting for Feast? Blogmap, menu di Natale e S. Silvestro e Buddha

Che fare e che mangiare a Natale e San Silvestro? Ieri vagolavo qua e là in rete, stanca morta dopo un articolo spacca-ossa che ho scritto, pensando e scrutando la blogmap di Ludovico, e mi sono messa a pensare alle prossime feste — oddio, pensare è un parolone, a fantasticare. Mi dicevo:

Che faranno i miei amici blogger? Che mangerà e dove andrà questo campione rappresentativo di blogger italiani per Natale?

Guardando quello che scrivono i blog culinari pensavo con disgusto, però, ai milioni di poveri capponi e maiali, sacrificati per il pranzo grasso e per il cenone, come se avessimo ancora bisogno, per rispettare la tradizione, di mangiare carne. Fino agli anni ’50 aveva un senso, di carne sulle tavole italiane ne circolava assai poca ed era un’occasione di fare festa mangiando bene, ma dopo la ricostruzione del dopoguerra e il boom economico, poi i favolosi anni ’60 e ’70, e ora le diete iperproteiche — che prescrivono pochi grassi e carboidrati — di carne ne mangiano sempre tutti, anche due volte al giorno.

Insomma, ora gli adulti potrebbero fare benissimo a meno della carne. Oltre tutto, ci sono blog carinissimi, come La cuoca petulante, che offrono decine di ricette macrobiotiche che sono buone (perché la cucina macrobiotica è generalmente una schifezza), o siti di ricette vegetariane ottime.

Inoltre, ritorno poi da pochi giorni da una missione a Pune, in India, dove, senza dubbio, c’è una crescita economica incredibile, il famoso Indian booming, e il livello di vita si è alzato notevolmente per tutti — non c’è studente universitario che non abbia un cellulare, per esempio — però la fame continua ad esserci e gli slum ai bordi delle città che ho attraversato — Pune e Mumbay — pullulano di vita e strabordano di miseria, nonostante che quest’anno il governo abbia lanciato una campagna per sconfiggere la povertà rurale. Anche nei ristoranti o pee le strade delle città più grandi è la norma vedere bambini sotto i 14 anni lavorano tutto il giorno, senza andare a scuola, tanto che un paio di mesi fa l’India ha deciso di intensificare il controllo delle leggi che regolano il fenomeno. Altro che carne!

Insomma, mettendo insieme i frammenti di pensieri, e visitando un po’ di blog per vedere il da farsi la sera di Capodanno, mi sono resa conto che tutti i locali propongono cenoni pantagruelici e che il cappone e il cotechino sono sempre presenti.

Ma forse si può fare qualcosa di diverso. Senza arrivare a mangiare vegan, escludendo quindi tutti i prodotti di origine animale incluso latte, formaggi e uova, forse gli amici blogger che conosco possono rinunciare a mangiare proprio il cappone e il cotechino. A non contribuire alla strage.

A Natale parlano tutti di bontà e buone azioni. L’Amore straborda anche dai post dei blog. Come dicono quelli dell’European Vegetarian Union, “Vegetarianismo è amore per animali ed umani.

Così, cari Jtheo, Mash-ups, Pandemia, Totanus, (Qix già lo fa, per amore o per pigrizia, non so:)), Millefoglie, Placidasignora, TF, Intempestiva, Spiritual spice, Andrea Beggi, Friends For Free, Cantor, solo per dire i primi amici blogger che mi vengono in mente e conosco (quasi tutti) di persona, non mangiate carne in questi giorni di festa! Vi manterrete puri e sani e aiuterete a salvare la vita di milioni di povere bestie allevate crudelmente proprio per essere sacrificate a Natale e S. Silvestro.

Ecco quello che dice il Buddha, che era una gran brava persona, sull’essere vegetariani. Nel 55° discorso un medico lo accusa di mangiare la carne e il Buddha gli risponde:

Mi accusano senza ragione e a torto. Tre casi vi sono in cui io dico non mangiare carne: vista, sentita, sospettata.

Quindi secondo il Buddha, la carne non va mangiata in nessun caso, a meno che non la si mangi per errore. Infatti egli specifica che la carne non va mangiata se uno la vede, ossia se si rende conto che è carne; la carne non va mangiata se sentita, ossia se uno è stato informato che si tratta di carne; infine, la carne non va mangiata se sospettata, ossia se uno ha solo il sospetto che quello sta mangiando potrebbe essere carne.
E aggiunge:

Chi toglie la Vita (agli animali) acquista cinque volte grave colpa.

In seguito chiarisce quali sono queste cinque colpe.
Prima colpa: “Perché egli comanda: portate qui quell’animale. Quindi egli è colpevole di aver ordinato di catturare quell’animale.

Seconda colpa: “Perché l’animale trascinato, tremante e riluttante, prova dolore e tormento.

Terza colpa: “Perché egli ordina: uccidete quest’animale.” In effetti, chi mangia carne è proprio colui che, sia pure indirettamente, dà l’ordine di uccidere l’animale.

Quarta colpa: “Perché poi l’animale nella morte prova dolore e tormento.” Sempre per lo stesso motivo, chi mangia carne provoca dolore e tormento agli animali.

Quinta colpa: “Perché egli poi fa ristorare sconvenientemente, perciò egli s’acquista per la quinta volta grave colpa.” Con ciò il Buddha fa capire che chi mangia carne non commette solo le quattro colpe precedenti, ma anche una quinta colpa grave, ossia quella di “far ristorare sconvenientemente”, ossia far mangiare questo cibo ad altri, inducendoli alla colpa e, per di più, con un cibo sconveniente, cioè non adatto all’uomo.

Cari blogger vicini e lontani, seguite la via del Buddha!



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.