L'avventura delle poste di Pune

Sono appena andata al GPO, il General Post Office di Pune, le poste centrali. E’ un bell’edificio, enorme, altissimo, in stile vittoriano, circondato da palme, ficus giganti e piante varie, i soffitti che arrivano al tetto, i fan che scendono copiosi dal soffitto con le pale che vorticano e i fogli che volano. I banconi sono in legno massiccio scuro e ben lucidato.

Avevo in mano il pacco pesante di libri da spedire. Le poste centrali e qualche sede importante aprono alle 10 e chiudono alle 8 di sera, sabato incluso, gli altri alle 2 circa. Dopo una fila di circa 10 o 11 persone arrivo e c’e’ la disputa perche’ io lo voglio mandare via mare, loro insistono per via aerea, che costa il doppio. Anche l’autista del trivilar, cioe’ il threewheeler (il mio era un vecchio Ape 50 del solito colore giallo e nero) all’inizio insiste perche’ mi sta aspettando, mi aveva anche aiutato a portare il pacco.
Finalmente arrivo e l’impiegato mi dice che devo andare fuori, compilare una form, fare 3 fotocopie e riportare pacco e fotocopie. Intanto devo pagare, poi mi dara’ il resto.

Il mio bel pacco con la carta a disegni kashmiri — il bell boy (che ha 50 anni o piu’) che l’aveva fatto mi aveva detto che devono essere avvolti bene i libri, e io concordo –nel frattempo si e’ strappato, fra un passaggio da una persona all’altra. Oltre tutto comincia a fare caldo, lo sportello non ha un buco apposito per i pacchi e il mio, pesante non so quanti chili, l’ho dovuto passare da sopra il vetro, al quale non e’ facile arrivare. L’impiegato non si e’ alzato.

Pesa il pacco, mi dice quanto e’ (1080 Rs, cioe’ 26 Eu al cambio reale), esco per compilare le form, che pero’ sono finite. Mandano un ragazzino a prenderle da un’altra parte. Aspetto e aspetto, al ritorno il ragazzino chiede dei soldi, che non gli do’ (le poste lo pagano). Riesco a fare la form, vado in trivilar a fare le fotocopieed esco, torno indietro perche’ la signora “non si e’ accorta” che mancano 50 Rs al resto, incollo tre form sul pacco con la colla do colore blu scuro con le dita, dato che non c’e’ pennello o altro (poi mi dicono che e’ tossica), finalmente riconsegno il pacco e l’impiegato mi da’ il resto. Non era molto contento di darmelo ma poi ha sorriso e me l’ha dato.

Pago l’autista del trivilar che ha aspettato oltre per un’ora scalpitando, anche se non aveva molto da fare perche’ ce n’erano molti do trivilar fermi in attesa di clienti, gli lascio una bella mancia e faccio il conto: al bell boy ho lasciato in questi 6 giorni l’equivalente esatto del suo stipendio mensile. Infatti e’ sempre molto contento e viene immediatamente quando lo chiamo. Il pacco doveva portarlo lui, ma e’ venuto il manager e mi ha detto che doveva andare da un’altra parte. Non e’ vero, ovviamente, ma a nessuno piace far vedere che non puo’ muoversi liberamente, anche mentre lavora.

L’avventura del pacco mandato alle poste mi e’ costata due ore di smog terribile, di caldo, di form e di file. La prossima volta lo mandero’ con speed post, che costa il doppio ma non richiede niente. Lo avranno fatto per questo?

Ora sono pronta per affrontare il comodo e breve viaggio di ritorno, partenza da qui il primo pomeriggio e arrivo a Milano domani sera. Ciao a tutti!



Commenti

  1. Ogni posta è paese, eh? Attendo il tuo ritorno. :-*

    Scritto da Mitì, 5 anni, 5 mesi fa


  2. terra mistica l'india,no?

    Scritto da barne, 5 anni, 5 mesi fa


  3. Buon giorno, un saluto dalla fredda Italia! :D

    Scritto da Düsseldorfer, 5 anni, 5 mesi fa


  4. Ciao Mitì, sono apperna tornata dopo 32 ore di viaggio… E tu quando è che torni?:)

    Scritto da boh, 5 anni, 5 mesi fa


  5. Barne: mica tanto. Sì, c'è anche il misticismo, ma io stavo fra gli avvocati che, anche lì, di misticismo conoscono solo quello dei soldi.

    Dussrl: ciao caro, come stai? In efftti ho portato a passeggio le cane e sono morta id freddo, quasi non ci credevo. Nevica quasi..!

    Scritto da boh, 5 anni, 5 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.