Inter, pulizie di primavera e questione morale della Bhagavadgita I

Mentre tutti ringraziano tutti — Mancini ringrazia Moratti, Cruz ringrazia l’Inter — il calcio italiano ha cominciato le grandi pulizie di primavera. Che è già inoltrata, ma meglio tardi che mai. I tifosi ringraziano che alla Federcalcio sia stato nominato commissario straordinario l’avvocato interista Guido Rossi, il colto castigador. Che guarderà, controllerà, verificherà e farà le sue proposte secondo legge, immagino. Garantirà che la legge sia rispettata.

Si apre così la questione morale della Bhagavadgita, il Vangelo degli induisti.
Il grande campo si apre con una scena epica: Arjuna, il Principe (del Foro), si chiede cosa dovrà fare. Guarda gli avversari schierati, i suoi stessi parenti! che fanno una guerra ingiusta, che reclamano un regno non loro, ma suo e del suo popolo, il popolo del gioco leale, e capisce che per togliere il maltolto dovrà scendere in campo e combatterli.

E scende in campo e combatte nel campo di Kuruskhetra, quello della federazione del calcio nazionale.

Alla fine di una battaglia, però, Arjuna guarda il sangue sul corpo dei nemici, sa di aver causato tanta sofferenza ed è turbato. Si chiede se lui, principe e guerriero, debba fare una guerra che ha già fatto spargere tanto sangue, il sangue dei figli di suo zio, il popolo dei suoi stessi cugini! Juventini, milanisti, e chi altro? Quale etnia ancora?

Si dibatte in una profonda questione morale.
Così Krishna, il Dio (dei tifosi), che lo aiuta sotto le spoglie di principe amico e auriga, gli va in soccorso e gli chiede:

Tu chi sei, Arjuna?

E lui risponde: — Sono un guerriero ma sono stato trascinato in una battaglia giusta ma anche ingiusta: ho causato morte e dolore e ho fatto spargere molto sangue, ed è il sangue dei miei cugini.

I tifosi — pardon, Krishna dice: — Come guerriero il tuo fine è combattere una guerra giusta. Non hai voluto tu la guerra, ma sei costretto dalle circostanze. Ora sei qui, per volere degli dèi: e allora, combatti! Combatti senza pensare allo spargimento di sangue, combatti anche se uccidi, perché 1) stai solo compiendo il tuo dovere di guerriero 2) stai difendendo i diritti dei tifosi — ancora, scusate! del tuo popolo, del regno, del calcio stesso, di tutti, di pagare per uno sport che gioca con regole chiare, perché tutti giochino con regole oneste, trasparenti e democraticamente scelte. Le regole stabilite. 3) Stai compiendo giustizia, perché la giustizia si deve compiere, il Dharma deve essere realizzato, e tu sei la persona deputata a garantire che ciò avvenga.

Questa è la prima risposta alla grande questione morale della Bhagavadgita da parte di Arjuna: combattere i cugini o no? La risposta è: La giustizia si deve compiere e la verità si deve svelare. Sempre, a qualsiasi costo.

Perché Satyam eva jayate, dicono tutti! O, come dicono in India, “Solo la verità vince!”

Pubblicato da Boh mercoledì 17 Maggio 2006 11:21:33



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.