Provincia di Milano e sicurezza: e la Finanziaria 2006?

Giuliano Amato (c) Senato Ieri sera, tornando dalla mia amata biblioteca Sormani, sono rimasta incastrata per buoni 10 minuti sul marciapiede di Via Corridoni fra vigili, agenti della sicurezza in borghese, polizia armata fino ai denti e servizi di scorta con occhiali scuri che circondavano i politici VIP e le loro auto e si parlavano coi microfoni. Sembrava un’operazione di massima sicurezza e i carabinieri bloccavano le entrate delle strade a traffico e pedoni, però io sono entrata da una stradina — non mi ero accorta di niente — e, dico la verità, quando mi hanno chiesto con fare sospettoso i documenti ma non mi hanno fatto aprire il trolley porta-computer (bello rigonfio di libri, carte e pennarelli, oltre al computer) mi hanno fatto davvero ridere!:)

Non potevo neanche andare per strada col mio bel trolley. Davanti al bruttissimo Centro Congressi della Provincia c’era uno schieramento di forze dell’ordine che facevano un disordine terribile, parlavano in codice, bippavano, i poliziotti e quelli dei servizi di scorta circondavano le macchine — una blu blindata col politico dentro, una della polizia, una blu e una della polizia, e così via, tutte in fila. Poi a 4-5 alla volta partivano a sirene spiegate mentre un capo che supervisionava il tutto, accento rigorosamente del sud, ordinava con tono d’acciaio di fare il percorso alternativo. Dentro una della macchine, una nota donna politica milanese parlava al cellulare mentre si aggiustava i capelli allo specchietto, molto sicura e piena di sé. Io al solo vederla mi è ribollito il sangue, in pochissimi anni ha fatto più danno lei a una certa struttura che i 100 anni di governo precedenti.

Le strade, già strette, erano bloccate da una autoambulanza (è la prima volta che la vedo lì) e anche da guardie del corpo in borghese. In breve, stamattina vado a vedere perché tanto chiasso, leggo che oggi e ieri c’è la Assemblea Generale delle Province Italiane. Ieri parlavano politici quali Giuliano Amato e Giuseppe Fioroni, Ministro dell’Istruzione, Cesare Damiano, Ministro del Lavoro e della previdenza sociale, Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente, Francesco Rutelli, Vice Presidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali, oltre a Filippo Penati, Presidente della Provincia di Milano e altri presidenti di provincia.

Non so se questi politici abbiano davvero bisogno di uno spiegamento di forze così imponente, auto blindate ecc., che costa davvero tanto ma non chiede a una sconosciuta che si accosta alle auto — la temeraria che è riuscita a penetrare nelle fitte maglie della sicurezza! — cosa trasporta nel trolley. Certo è che non c’era certo Pietro Grasso, il Procuratore Nazionale Antimafia, a parlare ieri.

Ma il brutto è che mi sono chiesta: ma se davvero questa gente — che permette delle diseguaglianze così grandi in merito alla tassazione dei redditi e dei metodi di accesso e assunzione ai lavori statali così truccata, almeno ad alti livelli — fosse circondata, minacciata, magari rapita, e fosse costretta a vivere per una annetto come la gente comune, con gli stessi problemi di impiego fisso, di reddito, di casa magari, di auto e di vacanze (perché ci vogliono ogni tanto anche quelle), sarebbe poi così male? Parlerebbero meno in TV e in giro per l’Italia, presenzierebbero meno e investirebbero meglio i soldi publici e dopo, una volta rilasciati, si circonderebbero di servizi di sicurezza più efficienti, che non permetterebbero a nessuno di avvicinarsi alle lucide auto blindate con nonchalance, trascinando un trolley gonfio. Mi pare, come minimo, un grande spreco.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.