BzaarCamp, insalata paesana ecc.

Charlie Manas (c) Enrica GarzilliSabato siamo andati al BzaarCamp qui a Milano, una conferenza autogestita su temi Internet degli stessi relatori, che si autopropongono. Siamo arrivati tardi, verso le 5, perché la mia sorellina preferita è stata operata d’emergenza e alle 9 di mattina già eravamo in clinica. Per fortuna che operavano anche di sabato, altrimenti ci avrebbe lasciato… Si è svegliata, l’abbiamo salutata — un minuto in tutto, il tempo di farle una coccola — e siamo andati via. Ma io sono stata sempre col magone, la prognosi è rimasta riservata fino a oggi. Quella della foto è proprio lei, Charlie Manas, la mia bellissima sorellina.

BzaarCamp era davvero carino, informale ma generalmente ben fatto. Quando siamo arrivati la metà della gente era andata via e questo, in qualche caso, è stato una fortuna. L’unica presentazione che ho ascoltato è stata quella di Ludovico e Antonio sugli ebook, che ahimé conosco perfettamente (sia i suddetti, sia gli ebook:)). Devo dire che è stata ben fatta e la discussione molto ampia e vivace. Peccato che Ludovico non abbia potuto parlare anche su come installare Lightpress, visto che l’ha fatto per Blogo e per i blog di Julio Alonso (qui la pagina della classifica di Ludovico del blog spagnoli). Avrei voluto chiedergli qual’è il vantaggio di installarlo, anche se credo che sia la “leggerezza”, visto che i blog di Julio hanno un traffico pazzesco e, quindi, possibili problemi col server.

Ho chiacchierato un po’ con Tiziano — anzi, vedo dal suo blog che i 2 libri su Skype e sui motori di ricerca che ha scritto con Luca Conti sono stati pubblicati. Complimenti!

Ho conosciuto diversi blogger che non avevo mai visto e, soprattutto, alla fine abbiamo sbevazzato e mangiucchiato delle buone cose in un bar. Ormai a Milano l’aperitivo è un rito e per 7-10 Eu danno tutto di tutto, insalate varie, risotti, paste, pizze, bruschette e gli impuri affettati, oltre ai soliti salatini, olive, cetriolini, patatine e pistacchi.

A proposito di insalate, non ne trovo mai una che mi piace molto e che si mangia in Terronia. Si chiama “Insalata cafona” ma le ho cambiato il titolo in “Insalata paesana”. E’ la stessa cosa ma qui a Milano il titolo può venire equivocato: cafone, in realtà, significa solo villico, non urbano. Avrei voluto scrivere su Subhas Chandra Bose e Mussolini, un post della serie “L’Asia, il Nazismo e il Fascismo“, ma poi questo post ha preso un’altra piega più mangereccia. Forse lo chef Cavedoni ne sarà contento. A proposito, ho messo questa insalata nel Text Snippets, il sito di TextDrive che ospita (gratis) Ludovico col suo programma, me l’ha chiesta l’autore, ovviamente, e so che è piaciuta:

Insalata paesana

patate bollite e affettate un po’ grosse
olive nere
cipolle fresche affettate sottili
uova sode
(a piacere) aceto

(a piacere) pomodori ben maturi
(a piacere) tocchetti di pecorino

Condite con sale, pepe, (aceto), olio extra-vergine e basilico.

Consiglio dello chef: tagliate le patate da fredde e aggiungete le fettine di uova sode all’ultimo, dopo aver condito l’insalata, altrimenti si sbriciolano. I pomodori vanno tagliati un po’ grossi.

p.s. Text Snippets è un public source code repository: molte tag interessanti.



Commenti

Comments are closed.


L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.