Fermare la guerra in Libano, in Iraq, ecc., si può!

Nel 1936 Mussolini mandò un accademico, Giuseppe Tucci, a stringere accordi diplomatico-culturali col Giappone. In realtà temeva il Paese del Sol Levante e scelse la strada della diplomazia.

Gli accordi si fecero e furono proficui. Durarono fino a che Mussolini non si unì al “partito della guerra”, a Hitler.

Se gli USA e le altre potenze internazionali volessero, i massacri in Libano e nelle altri parti del mondo si potrebbero evitare. Se un dittatore l’ha fatto, se ha stretto accordi con un paese che temeva per trovare la pace — mandando in missione un intellettuale! — prima che fosse preso dalla smania di rivaleggiare con un altro, anche più pericoloso dittatore, non sono in grado di farlo oggi i paesi democratici? Possibile che non ci siano mezzi politici, diplomatici e culturali per fermare quello che sta succedendo?

E se davvero il target sono gli Hezbollah, perché distruggere i civili e le infrastrutture di un paese? Che c’è dietro la supposta lotta contro il terrorismo internazionale?



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.