La causa del Libano e gli arabi e i musulmani

Ho letto in giro diversi post sulla causa Libano Israele: giusta, per carità! Tutti si sentono libanesi, la causa umanitaria e così via. Ma a livello inviduale magari è un altra cosa.

Quando vivevo in India il giorno uscivo, stavo sempre in giro. Bungalow Road, dove vivevo, di fronte all’Università di Delhi dove c’era il mio dipartimento di sanscrito, è una via larga e piena di alberi, all’estremo nord della città. Ma è totalmente vuota di negozi, bazar, persone.

Solo qualcuno che vende tre cosucce per terra dal suo orto, all’angolo di un block. E ovviamente il baracchino dei kulfi, il gelato al pistacchio a cono, grasso e verde pistacchio appunto, così saporito, quasi salato.
E il bravo furgoncino dell’acqua minerale e della bibita al mango, giallo-arancione e tinta che sa di caramella. Ne prendevo poche perché costavano 2 rupie. Il bus ne costava una. Per dare l’idea.

Andavo all’università ogni giorno, uscivo anche sotto il caldo torrido, cogli avvoltoi che aspettavano, roteando sopra la testa, che mi sentissi male (come facciano a capire quando uno è sul punto di crollare non lo so). Fortuna che al tramonto si addormentano.

La sera però no, uscivo pochissimo dopo il tramonto, solo se poi mi riaccompagnavano a casa. Perché? Per i musulmani, arabi e turchi specialmente. Loro non ti lasciavano in pace mai. Forse non dormivano, chi sa. Di giorno no, si nascondevano — diceva la gente — ma di notte uscivano fuori a cercare le donne sole, specie occidentali. Nella loro mentalità, una donna bianca che esce la sera da sola vuol dire che è una poco di buono e quindi si può infastidire, o anche peggio.

E sì che vestivo con ampie sciarpe leggere, le maniche sempre fino al gomito e anche il collo coperto. Tuniche larghe e lunghe, oppure pantaloni. Mai stretti però. Era per non disturbare l’ambiente che frequentavo, solo di indiani osservanti induisti — anche le altre donne vestivano così — ma era anche per non farmi disturbare. Dai musulmani. Gli induisti non ci pensano nemmeno!

Ne circolavano molte di storielle così, di turiste aggredite dai musulmani verdi. Purtroppo, dicevano all’Ambasciata d’Italia, spesso vere.
Così me ne stavo spesso a casa. I miei amici — di tutte le fedi — non avevano l’auto. Andavo ai party d’Ambasciata, al Consolato, o a quelli del Governo indiano per festeggiare l’Indipendenza dell’India. O andavo a casa di amici volenterosi. Mi accompagnavano a casa con l’auto ufficiale o mi offrivano un passaggio gli amici più ricchi, oppure tornavano a casa con me sul trivilar. Si vive molto bene in India, da sole (cioè, donne sole), alla larga dai musulmani.



Commenti

  1. Il tuo post mi ha turbato. Si vive bene alla larga dai musulmani o da certi musulmani? E cosa significa esattamente "Tutti si sentono libanesi, la causa umanitaira e così via. Ma a livello inviduale magari è un altra cosa."? Un po' se la meritano? Ho i brividi…

    Scritto da Matteo, 5 anni, 9 mesi fa


  2. Si bene alla larga dei musulmani in India. E da sole. Il riferimento era chiaro e inequivocabile. Sono una minoranza, e hanno un paese loro, ma non accettano l\'integrazione a nessun livello: e guarda che hanno anche un diritto proprio. La Personal Law, proprio per rispettare leggi, usanze, costumi.

    Voglio dire che una cosa è il livello politico, una cosa è quello privato: il pubblico e il privato non solo non collimano, ma talvolta sono opposti.

    Un po\' come tanti uomini che sono per la collaborazione il dialogo fra sessi, il rispetto e così via, ma se la squadra del cuore perde maltrattano la moglie. O come Freud, studiava le donne ma non si attaccava neanche un bottone in casa. O tanto politici di sinsistra, dicono anche Marx, che picchiano la moglie e/o le figlia: voglio dire, il pubblico e il privato sono spesso contraddittori.

    Lo so non è il momento di parlare di musulmani così, ma è quello che mi è capitato in India, e più volte. Nessun riferimento alla causa politica.

    Scritto da boh, 5 anni, 9 mesi fa


  3. matteo: che se lo meritano un po\' è una tua illazione! La tua frase, in verità, mi offende profondamente. Nessuno ha il diritto di attribuire cose di questa gravità a nessun altro. Specie se gratuite, come in questo caso.

    Scritto da boh, 5 anni, 9 mesi fa


  4. Mi spiace se ti senti offesa, ma la frase che hai scritto lasciava più di un ambito di ambiguità interpretativa, a mio parere. Penso del resto che con il primo commento tu abbia spiegato tutto. Nessun desiderio di attribuire a te alcun pensiero particolare. Solo necessità di comprendere le ragioni di alcune frasi che mi hanno, come ho scritto, turbato. Ciao e a presto

    Scritto da Matteo, 5 anni, 9 mesi fa


  5. Matteo niente ambiguità: ho aperto con
    "Ho letto in giro diversi post sulla causa Libano Israele: giusta, per carità! Tutti si sentono libanesi, la causa umanitaria e così via. Ma a livello inviduale magari è un altra cosa."

    Ho chiuso con:
    "Si vive molto bene in India, da sole (cioè, donne sole), alla larga dai musulmani."

    Il punto era essere donne sole e bianche con musulmani. Almeno in India.
    Non era ideologico, era un racconto di quello che mi è capitato.

    Cmq, scuse accettate! ciao

    Scritto da boh, 5 anni, 9 mesi fa


  6. un po' come andare in giro di notte in minigonna, in certe città italiane… non si sa mai quanti cattolici allupati possano infastidirti. si dice che alcune ragazze siano state anche stuprate (pure in gruppo). quindi attente quando andate in giro in Italia, niente tanga bene in vista la notte…

    Scritto da swampthing, 5 anni, 9 mesi fa


  7. infatti hai ragione!:) Grazie di aver sottolineato il paradosso.

    Per infastidirti o peggio non c'è bisogno di alcun motivo: puoi essere anche una suora.
    Infatti, nell'ex-Jugoslavia se non sbaglio hanno violentato un gruppo di suore, e neanche tanto giovani.

    Come non ci sono reali motivi per la violenza domestica, perché il motivo si crea, così non ci sono scuse per la violenza sessuale. E' un fenomeno ben studiato.

    Diceva la mia nonna: non è l'occasione che fa l'uomo ladro, è l'uomo ladro che si cerca l'occasione! Ed è assolutamente vero.

    Con tutto ciò, senza nulla togliere o aggiungere alla giusta causa politica e umana in atto.

    Scritto da boh, 5 anni, 9 mesi fa


  8. signori miei….immagino siate solo uomini a commentare visto i vostri post: ma dove vivete???swampthing sei assurdo….nn capisco.ti consiglio di leggere il rapporto della Commission of Inquiry della corte penale internazionale ma anke senza andare troppo lontano leggi i giornali italiani…NON SONO LE MINIGONNE!!!

    Scritto da sole, 5 anni, 9 mesi fa


  9. Pero', pero'… nell'induista Nepal - immagino che tu lo sappia meglio di me - le donne non hanno neppure diritto di proprietà… tutto quello che hanno diventa dei loro mariti… e quando una donna resta vedova, se si risposa il più delle volte deve cacciare di casa i figli di primo letto… ho visto l'orfanotrofio di Nepalganji pieno di questi bambini finiti in strada perche' il papà era morto nella guerra civile e la madre, per non morire di fame, si era risposata… e allora siamo così sicuri che le culture induiste rispettino sempre la donna?

    Scritto da alemaugil, 5 anni, 9 mesi fa


  10. Assolutamente no, non ho detto questo. Ho anzi scritto diversi articoli sul problema. Però le leggi sul diritto di proprietà feminile in Nepal sono cambiate da 3 anni, e sono anche più giuste delle nostre. Per esempio, quando una si sposa tutte le proprietà diventano comuni. Così la parte debole è sempre protetta, chi sia sia.

    Cmq, il fatto è che nell'Induismo la donna di base dovrebbe essere rispettata, quella bianca e quella induista; le aberrazioni sono appunto aberrazioni — e ce ne sono tantissime, diventate in molti casi regola in Asia — e anche i fondamentalismi sono aberrazioni in sè. Nell'Islamismo no, è la religione stessa che sottolinea la differenza fra musulmani e gli altri, tutti gli altri. C'è una bella differenza qualitativa.
    E fra uomo e donna. Purtroppo, basta leggere il Corano e le interpretazioni immediatamente successive.

    Scritto da boh, 5 anni, 9 mesi fa


  11. p.s. @ Alemaugil: è terribile che le madri debbano buttar fuori di casa i figli per risposarsi, ma credimi che i figli di primo letto non sono ben visti neanche qui da noi, né dai patrigni né, soprattutto, dalle famiglie di origine dei patrigni, i suoceri e i cognati in particolare.

    I motivi sono sempre i soliti, lì come qui: mantenimento e eredità. In pratica, soldi.

    Forse non si sbattono in orfonotrofio i bambini, ma perché qui come donne abbiamo un certo potere: lì hai notato che le donne non hanno niente, di fatto, e le leggi non so neanche se siano state applicate, quindi non difendono neanche i figli: non difendono neanche se stesse.

    Scritto da boh, 5 anni, 9 mesi fa


  12. [...] La causa del Libano e gli arabi e i musulmani boh, mercoledì 16 agosto 2006 [...]

    Scritto da Orientalia4All, 5 anni, 9 mesi fa


  13. Se i veri libanesi specialmente i cristiani non si danno una mossa, saranno entro breve tempo spariti dalle loro terre. Ricordatevi che l'Iran con i suoi Hezbolla quali delinquenti e terroristim domineranno questo bellissimo paese. Ne sono sicuro che accadrà, ricordatevi che i mussulmani dico tutti ambiscono qualsiasi territorio ove risiedono cristiani, l'assalto finale sarà le coste occidentali e terrorismo interno nei paesi europei. Mi dispiace dirlo ma questo accadrà sicuramente.

    Scritto da Eric, 5 anni, 3 mesi fa


  14. E' probabile, ma solo di una parte di musulmani. Se i moderati, i veri spirituali, non si danno una mossa per isolarli e togliergli potere, può essere.

    Ma ci sono anhe tanti altri musulmani. Il problema è il clash di civiltà, non l'essere musulmani e cristiani.

    Ciao Eric

    Scritto da boh, 5 anni, 3 mesi fa


  15. rottura di scatole m\'aggi scassatt\' a waller\'

    Scritto da ghaissan, 5 anni, 3 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.