Mussolini, l'India e un patrimonio sprecato: i ragazzi di El-Alamein e le biblioteche

Sono allibita. Ho telefonato per conoscere il patrimonio librario relativo all’India e l’Asia Orientale delle biblioteche delle ville di Mussolini Villa Torlonia, Villa Carpena e La Rocca, cioè Rocca delle Carminate.

Ho appena finito di parlare con una delle ultime soldatesse di Mussolini, la Signora Fiorenza, che presta servizio volontario al Museo chiamato La Casa dei Ricordi di Villa Carpena, in provincia di Forlì. Mussolini aveva circa 6.000 di soldatesse, di cui 360, riconosciute con nomi e cognomi, che mi dice “massacrate in modo barbaro” dai Partigiani.

La soldatessa Fiorenza è una signora di ottantuno anni molto acuta, molto energica e molto franca, che presta servizio volontario alla villa, che è stata comprata da privati ed è mantenuta cogli unici fondi e il lavoro personale e indefesso dei proprietari, che la tengono aperta al pubblico. Dopo la morte del Duce ci abitava Donna Rachele, poi il figlio Vittorio Mussolini, ma nessuno dei discendenti, compreso Alessandra Mussolini, l’ha voluta rilevare. Così è stata venduta.

Chiedo alla Signora Lorenza se sa di questi libri. Mi risponde candida che non sa neanche quanti siano, perché stanno tutti lì, polverosi, nessuno se ne è mai curato. Nessun politico, nessun amministratore. Non sono neanche catalogati. Certamente, mi fa, c’è il libro di Mario Appelius, famoso scrittore, giornalista e cronista del Ventennio e suo lontano parente, ma non sa se sia India, pubblicato a Milano nel 1928, o Storia dell’India, del 1925.

Ma dovrei controllare e non ho l’età per tirare giù i libri polverosi dagli scaffali.

Non ho il coraggio di chiederle di guardare fra i libri, magari dopo che le visite sono finite, che saranno circa 200, o forse più, neanche lei e la proprietaria sanno bene quanti. Mi fa capire che se voglio posso andare a vedere di persona, e magari dare una mano.

Quando dopo il passaggio degli Alleati la moglie di Mussolini tornò a Rocca delle Carminate, i libri erano spariti. Questi qui non sono né inventariati né curati. Pochissimi ne rimasero anche a Villa Torlonia. De Felice parla però di due inventari delle ville di Romagna nell’articolo “Un fondo bibliografico d’interesse documentario conservato nell’Archivio Centrale dello Stato: la ‘Collezione Mussolini’”, che ha pubblicato in Storia Contemporanea del maggio-giugno 1983.

La soldatessa mi ha detto con amarezza che l’Archivio Centrale dello Stato, che dopo 50 anni dovrebbe rendere pubblici tutti i documenti, compresi quelli relativi alle proprietà di Mussolini, ha fatto una leggina per tenerli segreti ancora per 50 anni.

Insomma, degli eroici ragazzi di El-Almein come mio padre, solo pochi sono sopravvissuti al ricordo, e neanche ai vari Ministeri — degli Interni, del Tesoro — sono stati in grado di reinserirli ufficialmente nelle liste dei combattenti. Ho fatto di tutto, ho anche scritto al Presidente Ciampi, ai vari Generali della Folgore, ma mio padre ancora non viene ricordato con gli altri, e sì che è stato anche decorato! Anzi, non ritrovano neanche i suoi documenti e se non fosse per il ruolino militare che ho avuto grazie all’interessamento dell’ex-paracadutista della Folgore Doronzo, anche lui ad El-Alamein, rimarrebbe di lui solo quello che lui stesso mi ha raccontato, il mio ricordo. Poco per ricostruire la storia.

I libri? Spariti o dimenticati. Gli inventari? Non sono accessibili.

Le persone che hanno offerto la loro vita per questa nazione sono state messe nel dimenticatoio. I libri, negletti.

Le risorse più importanti che abbiamo — quelle umane, quelle culturali — sono calpestate. Sono passati 63 anni dalla caduta del Fascismo e sarebbe ora che qualcuno si curasse di scrivere la nostra storia, quella di tutti: che è stata fatta anche dai primi eroici volontari della Brigata Paracadutisti “Folgore” e “Nembo”, e dai libri dalle biblioteche di Mussolini.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.