Rossi, Federcalcio, trasparenza e onestà

Guido Rossi è stato nominato commissario straordinario della Federcalcio. Lo sanno tutti ormai.
Sarà un grande avvocato, nessuno lo nega, sarà un integerrimo lavoratore e un colto fustigatore di costumi, ma certo che…

L’ho visto una volta ad una festa offerta da comuni conoscenti, qui a Milano. Girava con aria quasi modesta, mentre cercava dove appendere il loden che portava casualmente gettato — e ben ripiegato — sul braccio. Da vero uomo di sinistra, non ha accettato di darlo alla cameriera. Tutti gli si indaffaravano intorno, cercando di non darlo a vedere, e lo occhieggiavano.

Lo seguiva a debita distanza una moglie assai più giovane di lui, non brutta, dall’aria gelida, molto acchittata e, come dicono qui a Milano, che se la tirava molto. Sembrava che il Famoso Avvocato fosse lei. Snobbava tutti e non mi è stato possibile neanche sentire la sua voce, non si è degnata di parlare con nessuno.

Pochi mesi dopo ho letto un articolo in prima pagina scritto da Rossi, un articolo mediocre e moderatamente riformista, neanche scritto molto bene. Poi ho visto la foto della sua casetta estiva all’isola della Maddalena, un casermone di cemento con vista cosmica ecc. disegnato da un architetto famoso (non mi chiedete chi).

Sono certa che Rossi, così banalmente borghese a cominciare dal nome, farà un gran bene alla Federcalcio e porterà una ventata di trasparenza e pulizia al business. Lo terremo tutti d’occhio: perché a giudicare da quello che ho letto e visto — ma è poco, lo ammetto — non sembra un granché. Però dicono che sia molto bravo e ci aspettiamo grandi cose.

Ah, Rossi è dell’Inter.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.