Andreotti Presidente del Senato o Presidente della Repubblica?

Presidente del Senato o Presidente della Repubblica?
Si parla molto di chi sarà il prossimo Presidente del Senato. Uno dei nomi più probabili è il Senatore Giulio Andreotti. Esperienza ne ha, infatti ha una lunghissima carriera politica: nel 1947 era già Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri. E altre innumerevoli cariche pubbliche, che non sto ad elencare. Andreotti ha scritto anche molti libri con notevole gusto e cultura. E sa bene il latino.

Io posso dire la mia esperienza con lui. Nell’estate del 2003 gli ho scritto dagli USA per dei documenti e lui mi ha riposto subito, di persona, dopo circa 15 giorni. Poi mi sono vista recapitare il faldone coi documenti originali! Con me è sempre gentilissimo, pronto, efficiente, professional, risponde alla mie domande (non esattamente carine) senza quel tono falso, unticcio e fintamente amichevole che hanno talvolta i politici. Da complici o, se è una donna politica, da “donna a donna” — ma dico, io non stringo finte alleanze con tutte le donne, ci mancherebbe altro!

Ve lo assicuro, agli inizi del 2002 ho fatto un po’ di esperienza con la Direzione Centrale Affari Sociali della Provincia qui a Milano e non solo non ho ottenuto niente — ed era tutto lecito, tutto in linea con la loro politica e la loro policy, era visibile, era prestigioso anche all’estero e precorreva le mode socio-culturali di Milano — ma sono stata trattata come se una clientes bussasse neanche alla porta della patrona, ma alla porta dell’Imperatrice. Fatta espettare per ore, introdotta da una serie di segretarie bellocce, biondo-tinte e scarpina a punta con occhialetti lunghi e rettangolari, arroganti e con un’idea di sé a dir poco delirante, bouquet di fiori a profusione perché era tutto “molto femminile”, occupandosi loro di politiche sociali per le donne, alla fine mi ha ricevuto la Signora delle Politiche sociali! Che gioia. Dopo 2 ore e mezzo di chiacchere insulse, dove ha parlato gentilmente ma sempre lei senza nemmeno ascoltare il nostro progetto, mi sono sentita dire da lei, fra una telefonata e l’altra e un “mi capisce?” (no, non ti capisco affatto e non ci tengo!), che i soldi delle politiche sociali non andavano alle iniziative come la nostra dell’Asiatica Association Onlus, il simposio internazionale di studiosi sulle donne indiane intitolato Understanding Indian Women: Love, History and Studies, che abbiamo poi organizzato con gran successo qui a Milano e i cui articoli saranno presto pubblicati in un libro collettivo, ma per promuovere il suo primo libro sul territorio… italiano! Per scriverlo, intanto, per mandarlo “con allegato un presente” ai politici più in vista, e poi presentazioni ovunque in gran pompa magna, arei e persino un elicottero solo per lei, alla bisogna, perché, sa, i disagi sono tanti, sale attrezzate con traduttori istantanei — mi chi viene ad ascoltarti, povera illusa! — e alberghi 5 stelle o ritorno immediato a casa, se non c’erano… E una distribuzione capillare, che costa. Avrà anche dato un extra alle Messaggerie italiane? Perché avrebbe buttato i soldi dalla finestra, mai visto un suo libro neanche qui a Milano.

Mentre l’ascoltavo mi sono resa conto che era una donna assolutamente ignorante di quello che faceva e senza alcuna empatia per le politiche sociali e l’immigrazione, però vestita all’ultima moda e ricoperta letteralmente di gioielli di una certa importanza e di ottima fattura — e sì che si occupava di immigrazione sul territorio, inserimento sociale, conoscenza in loco delle culture “altre”. Ma di immigrazione asiatica? Di culture dei paesi extra-europei? Delle migliaia di indiane, somale o filippine che vengono a “fare i mestieri” qui?

Mi ha concesso con soddisfazione di mettere lo stemma della Provincia sui manifesti del simposio, che ovviamente non abbiamo messo. Poi scopro anche che stava sponsorizzando coi soldi pubblici il nuovo meeting popolar-milanese sull’India al quale partecipava, guarda un po’, la ricca Unione del commercio, del turismo, dei servizi e delle professioni della provincia di Milano.

No non dico il titolo e il nome della brillante politica e aspirante scrittrice perché non le voglio farle pubblicità. No, non è Ombretta Colli perché non mi ha ricevuto: quei giorni era troppo impegnata dal parrucchiere — non scherzo, mi hanno fatto sapere che stava “lavorando sull’immagine” e non aveva tempo — ma era una sua “cara amica” e, a detta sua, “specializzata sui paesi del terzo mondo”. Ho avuto solo la soddisfazione, mentre mi dicevano che aveva tagliato i fondi per la storica Libreria delle donne qui a Milano, per esempio, e altre iniziative utili e serie, famose in tutto il mondo, di non vedere mai una copia del suo libro in giro, di chiederne una copia alla Hoepli e rimirare con gran soddisfazione la faccia stupita della signorina addetta alla ricerca al computer: non ne aveva mai minimamente sentito parlare, nessuno glielo aveva mai chiesto. Ma, intanto, la brillante autrice aveva finito i soldi pubblici per farlo e pubblicarlo e distribuirlo e presentarlo, parole sue. E pagare uno stipendiuccio per sé e i suoi collaboratori. Non sto inventando niente, nons to esagerando, me lo ha detto lei aggiungendo “lei sa come succede no?”. A parte che non lo so e mi rifiuto di saperlo, a me i libri chiedono di farli, ma mi è dispiaciuto solo che alcune giornaliste brave, anche Lina Sotis, ne abbiano scritto una bella recensione (anche sul Corriere della Sera). Anche questo, chi sa perché.

Come Presidente del Senato o come Presidente della Repubblica Andreotti sarebbe certamente esperto, professional, e prestigioso all’estero. E’ anche amato in Asia. Non come Berlusconi che ogni volta che andavo fuori dell’Italia, in Europa, in Asia o in USA, i telegiornali di tutto il mondo parlavano delle sue brutte figure.

Che altro? Tutto qui perché io parlo di quello che so, che vedo o esperimento. E questo è solo un blog.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.