Sciopero della fame contro le Olimpiadi 2008 in Cina: petizione per il Tibet del lama Lama Palden Gyatso

Petizione per il Tibet del Lama Palden Gyatso

In mezzo al tripudio di organizzazione, medaglie, palate di soldi e di gente festosa delle Olimpiadi Invernali a Torino il Lama Palden Gyasto, insieme a Sonam Wangdu e Tamding Choephel, ha cominciato lo sciopero della fame per protestare contro l’assegnazione delle Olimpiadi 2008 a Beijng, in Cina. I tre hanno chiesto di parlare al presidente dell’International Olympic Committee, Jacques Rogge, che si è rifiutato di incontrarlo.

Per aver protestato contro l’occupazione del Tibet da parte della Cina, il lama Palden è stato messo in prigione e orrendamente torturato dall’età di 27 anni. E’ miracolosamente uscito di prigione all’età di 59: è stato in campo di concentramento 33 anni. Nel 1997 ha pubblicato il libro Autobiografia di un monaco tibetano. Nel 1998 è stato insignito del Premio John-Humphrey per la Libertà dall’International Centre for Human Rights and Democratic Development per la sua attività instancabile per i diritti umani in Tibet.

Come sapete, la Cina agli inizi degli anni ’50 si è annessa il Tibet, fino allora indipendente, poi lo ha occupato e negli anni ’60, in nome della cosiddetta Rivoluzione culturale, ha sistematicamente distrutto la vita e la cultura tibetane, monasteri, templi, scuole, opere d’arte, villaggi, culture e colture, imponendo alla gente la lingua e gli usi e costumi cinesi e, cosa più importante, uccidendo e schiacciando, torturando, facendo sparire, mettendo in prigione e imponendo la “cultura del popolo” ai tibetani, trapiantando coloni cinesi sul territorio, obbligando ad appendere le immagini di Mao Zedong e della Banda dei 4 nelle case, “educando” e “riformando” la gente con ogni mezzo possibile alla grande cultura della rivoluzione cinese. Per fortuna che ora, per una strana nemesi, metà del “vero” popolo cinese è Buddhista.

E non dimentichiamo le torture che dal 1992 subisce nella stessa Cina il Movimento religioso e sociale dei Falun Gong, di cui ho parlato nel novembre 2005 — altro che (solo) libertà dei siti! Parlo della libertà di vivere.

Ora avete la possibilità di far sentire la vostra voce con un appello e una petizione.

Di seguito è la lettera a:

Jacques Rogge, President
International Olympic Committee
Chateau De Vidy
Case Postale 356
1007 Lausanne, Switzerland
Fax: +41-21-621-6216
jacques.rogge@ioc.olympic.org

con copia al comitato olimpico:

info@olympic.org
info@ioc.olympic.org

Dear Mr. Rogge
Dear IOC delegates

On Tuesday, 14th February, Palden Gyatso, Sonam Wangdu and Tamding Choephel started a hunger strike at San Pietro in Vincoli/Turin to protest against the 2008 Olympic games in Beijing. I am very disappointed to learn that the IOC has refused so far to meet the three Tibetans.

I herewith express my solidarity with the three hunger strikers and sincerely urge you to visit the three Tibetans and listen to their concerns and ask them to stop their action.

Firmate la petizione. Ora!
E’ un atto di democrazia non solo per il popolo tibetano, ma per la civiltà stessa dall’uomo.

The above is the international petition by Lama Palden Gyasto, toghether with Sonam Wangdu and Tamding Choephel, which is addressed to Mr. Jacques Rogge, President of the International Olympic Committee.
Undersign it NOW!

Just a short note: you can admire the wonderful face of Lama Palden Gyasto, with his new teeth bought by Amnesty International in London — he lost the real ones while he was tortured in Chinese jails — inspiring peace, serenity, and calling for the best, joyful part we have inside.

Last but not least: in the petition, the country of the petitioner will be hidden.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.