Olimpiadi invernali: la maratona di Buddha Boy

Buddha Boy
Che ci fa da nove mesi Ram Bahadur Bomjan, un ragazzo di 15 anni normalissimo, come tutti gli altri adolescenti né particolarmente poveri né ricchi che popolano questo pianeta, ai piedi dell’albero Pipal nella foresta del Buddha, a sud di Kathmandu, senza muoversi, senza lavarsi o mangiare, né usare una toilette? Ovvio: medita!

Il 19 gennaio scorso poi le vesti che indossava da 9 mesi sono andate a fuoco ma lui non si è bruciato. Merito del tapas, il fuoco di meditazione ascetica, quello per cui i monaci in Tibet praticano sui ghiacci con la sola tonaca e non solo sudano, ma sciolgono la neve intorno a sé.

Io stessa ho visto il fratello di un uomo che ho amato che, seduto in meditazione nella posizione del loto, quella del Buddha a gambe incrociate per intenderci, si alzava di 10 cm da terra con dei brevi salti…

Sono le siddhi, le perfezioni che si possono raggiungere con la pratica yoga, ma che vanno superate se si vuole raggiungere un elevato livello spirituale. Come dice lo Zen, raggiungi l’illuminazione e vai al mercato!

Non beve neanche il piccolo Buddha: i parenti e i suoi amici dicono che rimarrà così tutto il tempo necessario a raggiungere l’illuminazione.

Non si sa se la raggiungerà ma certo è che il suo sacrificio aiuterà parecchio la famiglia: i fedeli hanno già donato quasi 500.000 Rs nepalesi ($ 7.000), depositate in una banca per lui. Se si considera che il reddito medio di una famiglia annuo è sceso a meno di 250 USD, si troverà per lo meno un bel gruzzoletto — che lo riscalderà tanto.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.