Il governo ha negato la mobilità lunga a oltre 1000 dipendenti Fiat. In pratica, il licenziamento “lungo”, postposto col diritto, a certe condizioni di età, di cumulare i periodi di contribuzione presso le gestioni speciali dai lavoratori autonomi per raggiungere la prescritta anzianità contributiva ai fini della pensione.
Insomma, niente di niente ai 1000-2000 lavoratori “in esubero” che, comunque, saranno licenziati. Oggi alle 5 l’incontro fra i rappresentanti sindacali e quelli dell’azienda. Che succederà?
Dopo la biblioteca — dove non ho collegamento Internet — vedo. Ma so benissimo quello che significa lottare per il posto di lavoro o per un’uscita di scena dignitosa, per non perderci troppo, e non sarò tranquilla…


ma insomma questi lavoratori sempre da lamentarsi hanno? non sanno che c'è il santo natale?perche' danno problemi coi loro guai?guastafeste sono!!!!!!!!oltre che comunisti senza dio.
Scritto da agata, 6 anni, 5 mesi fa
hai visto sì…
Rompiamo sempre le scatole perché vogliamo un lavoro decente, perché vogliamo dei diritti a fronte di doveri, ecc…
Meglio che vado in biglio altrimenti comincio con le filippiche del lavoro e divento ASSAI pesante.
Scritto da boh, 6 anni, 5 mesi fa
ma quanto pesi?45 kg con tutte le scarpe o meno?
Scritto da agata, 6 anni, 5 mesi fa
lottare per la dignità. mmmh. E' un concetto interessante. Si è sempre lottato per qualcosa da ottenere repentinamente, tipo la libertà. Ma la dignità…. come si ottiene la dignità, e soprattutto, è possibile ottenerla? (dilemma, dilemma)
Scritto da Francesco De Collibus, 6 anni, 5 mesi fa
Francesco, non ho mai lottato per la dignità, perché questo valore ce l'ho insito in me, lo ho già. Non è una cosa che devo acquisire.
Ho lottato però per non perderla, per non mettere da parte quesot valore, a certe condizioni molto molto disagevoli e particolari, sai, quando una donna farebbe "qualsiasi cosa".
Molte donne poi fanno davvero qualsiasi cosa, e anche uomini (magare cose diverse, ma sempre lo fanno). Io no, ma ci ho rimesso. In termini pratici, dico.
Ma non ci ho rimesso la mia dignità o, se vogliamo, il mio onore.
Il valore non è qualcosa che cambia, non è condizionato: altrimenti che valore è?
Ognuno ha un suo punto d'onore e un suo limite.
Il mio è molto alto e così è difficile difenderlo, cioè, ci si perde molto. Sempre a livelli pratici.
Ma è una scelta. Non voglio/posso fare altrimenti. Cioè, potrei snaturandomi: e allora caro Francesco perderei la mia identità, la mia anima, la mia testa cultura cuore passione.
E' peggio che dire un suicidio. E' un suicidio di personalità.
Anche questo, molta gente lo fa, lo vedo, la conosco io.
Ma son cavoli loro, io non rinuncio a me: è la cosa più unica e preziosa che ho.
Se uno parte da questo sentimento, alla sua propria diginità non ci rinuncia e fa tutte le cose CON STILE.
Scritto da boh, 6 anni, 5 mesi fa
si si li conosco questi discorsi,li ho fatti anch'io….a suo tempo. ora diciamo che chiacchiero meno.
Scritto da agata, 6 anni, 5 mesi fa
Brava Agata! Soprattutto, sei amabile…:)
Io invece li faccio ora.
Scritto da boh, 6 anni, 5 mesi fa
smetterai anche tu.
Scritto da agata, 6 anni, 5 mesi fa