Pornotax su Internet: e i blog e i siti porno? Grazie Santanchè

La finanziaria 2006 è stata approvata.
Fra i provvedimenti, una pornotax del 20%, che è dovuta “da chi vende o noleggia materiale pornografico, inclusa anche la messa a disposizione di tale materiale tramite Internet o canali televisivi” (dal Corriere.it).

Mi chiedo: e i blog porno? E i pornositi?

Il dilemma che qualcuno si è posto su chi dovrebbe pagare, se i produttori o i consumatori di porno, mi sembra un finto dilemma. Chi paga le tasse sulla prostituzione “dal vivo” in paesi come l’Olanda o la Germania, dove è pragmaticamente legalizzata? In gran parte paga chi sfrutta le donne e, in parte minore, le donne stesse: insomma, il datore di lavoro e il lavoratore. Non certo chi usufruisce della prestazione: quello già paga la donna e quindi, in parte, paga le tasse.
E’ come per chi compra una qualsiasi merce.

Il provvedimento, alla luce del fatto che in Italia lo sfruttamento della prostituzione e la pornografia “libera” sono vietati secondo la legge n. 269 (1998) del Codice Penale, è corretto.
Chi fa soldi su quest forma di sfruttamento delle donne, che paghi almeno le tasse!

Ma mi chiedo: come farà la Guardia di Finanza a controllare? Istituiranno un numero verde per le segnalazioni?

In sunto: come verrà implementata la legge?



Commenti

  1. Mah. Io sarei per legalizzare le prostituzione e finanziare le università con il gettito fiscale derivante. Ma Ruini si offenderebbe, quindi, nisba.

    Scritto da Francesco De Collibus, 9 anni fa


  2. Beh se i blog e i siti porno pagassero le tasse, questo sarebbe un modo per lealizzare la prostituzione (cioè, lo sfruttamento della prosituzione, perché la prostituzione non è più reato da un po’ di annetti)

    Il punto è: sei certo che davvero questi soldi andrebbero all’università? Che, peraltro, sono già belle ricche, basta vedere gli immobili di proprietà che hanno (spesso anche senza farci assolutamente niente).

    E’ la ricerca che non finanziano, la gente valida che non finanziano: ma per questo ci vuole una precisa volontà politica, trasparenza di gestione e di concorsi, e niente sprechi: insomma, l’utopia!

    Scritto da boh, 9 anni fa


  3. Non ho capito una cosa del tuo post. Dici: "Chi paga le tasse sulla prostituzione "dal vivo" in paesi come l'Olanda o la Germania, dove è pragmaticamente legalizzata? In gran parte paga chi sfrutta le donne e, in parte minore, le donne stesse: insomma, il datore di lavoro e il lavoratore. Non certo chi usufruisce della prestazione: quello già paga la donna e quindi, in parte, paga le tasse. E' come per chi compra una qualsiasi merce." Secondo me invece invece, chi paga le tasse e' sempre il consumatore finale, perche' nel calcolo del prezzo di qualsiasi merce, sono sempre incluse le tasse pagate dall'impresa. Prendi una ditta che produce pantofole: che grava sul prezzo delle pantofole c'e' il costo del materiale, dei dipendenti, della luce, del riscldamento, dell'affitto, ma c'e ci sono anche le tasse pagate dall'impresa (un bilancio deve bilanciare).

    Scritto da L'invidioso, 9 anni fa


  4. Forse hai ragione (invidioso?:)) Insomma, le pagano tutti a ben vedere ste tasse: come per una pantofola… (sigh)! Fino ad ora nei siti/blog porno le tasse sulle vendite non le pagava nessuno. Anchew perché spesso anche i blog linkano a siti a pagamento!

    Scritto da boh, 9 anni fa


  5. Scusa, ma per blog porno cosa intendi? Puoi fare qualche esempio? Questi due sottoelencati secondo te sono blog che dovrebbero pagare una eventuale sex tax?

    Scritto da L\'invidioso, 9 anni fa


  6. vedrò i siti che mi indichi domani…:)

    intendo i porno blog commerciali!

    Scritto da boh, 9 anni fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.