A che serve un blog2: 25 novembre, giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Con la risoluzione 54/134 of 17 del dicembre 1999 l’Assemblea Generale dell’ONU ha fissato per il 25 novembre la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne.

Che possono fare i blog? Continuo il discorso che ho già fatto in “A che serve un blog”, circa un mese e mezzo fa. I blog possono fare molto: possono sensibilizzare, informare, avere, cioè, una funzione sociale.

E non pensare solo al documento CEI contro l’omosessualità dei seminaristi come ha fatto ieri Macchianera — che, in fondo, allo stato ci pensi lo stato, senza ingerenze: ma alla Chiesa ci pensi la Chiesa, che ha il diritto di decidere le sue regole! (E poi, suvvia, siamo seri: ma è pensabile che il Papa legittimi un gay nel seminario o una lesbica in un convento??? e anche, che io ne sappia, nessuno di noi è un seminarista gay o un’educanda lesbica: ma molti di noi siamo donne!)

Che possono fare gli amici blogger? Sensibilizzare la coscienza, l’opinione pubblica, aiutare questa giusta causa. Anche fra loro, cioè fra noi. Noi siamo opinione, noi abbiamo una coscienza, noi ci battiamo per le giuste cause (o le ignoriamo).
Quindi, pubblicare un post sul tema. Scriverci.

Perché ci sono ancora troppe forme di violenza contro la donna: quella statale, ovvia — basta vedere paesi come il Sudan, la Colombia, l’Afghanistan, il Nepal, di cui parlerò a parte, anzi, leggete le pagine di Amnesty International o scaricate i video – quella domestica — fra partner, verso le donne anziane e “scomode”, verso i bambini educati “da maschietti” prepotenti, ecc. — quella sul lavoro, perché non esiete solo la violenza implicita nei ricatti sottesi nelle profferte “amorose” di direttori e capi vari ma, anche, c’è una bella dose di violenza nella bassa percentuale dei seggi parlamentari dati alle donne, o nel famoso “tetto di vetro” che impedisce di fatto raggiungere i posti più alti nella carriera — per fare un esempio, quante donne Rettore di università ci sono in Italia?

E poi, siamo seri, ma proprio ieri parlavo di blog di donne: ma li avete visti? Prendete per es. la top100 famosa e andate a vedere i blog di donne: eccetto pochi come il gradevolissimo Placidasignora o il talvolta divertente Haramlik, o quelli contro le donne (= che sfruttano le donne, proponendo un’immagine avvilente e degradante) o quelli di donne che si sfruttano da sé… sono tutte immagini stereotipate del mondo femminile: la donna sexy (che poi sia mezza rifatta, sposata e madre di un bel bimbo come Selvaggia Lucarelli — sic dicunt — non importa), la donna simpatica-alternativa, un po’ baby e un po’ allegra (= che non rappresenta una sfida per il la virile mascolinità dei nostri uomini), la donna porca (= da usare, invece, che conferma questa virile mascolinità), ecc.: ma sono blog tutti fortemente caratterizzati al femminile, per come l’uomo vuole vederci. Come se noi avessimo solo un’anima, un’aspetto, una voce, una personalità, e non fossimo esseri umani completi, con un po’ di tutto: un po’ sexy,un po’ con un cervello ben oliato, un po’ simpatica, ecc.

Sviluppare solo una parte di sé, magari per stupire, farsi leggere e farsi linkare, non è anche questa una forma di violenza? Perché bisogna tagliare le altre parti, rinchiudersi, limitarsi. E poi le mie amiche si lamentano che i fidanzati o i mariti le vedono solo in un modo: per forza, glielo permettiamo noi!

Ma di questo ne riparlerò un’altra volta.
Oggi basti pensare che sarebbe ora di fare qualcosa di concreto per noi! Anche in piccolo, anche con un blog, con un post, perché ci sia fra noi un momento di riflessione personale.



Commenti

  1. non vedo l'ora che tu partorisca un figlio maschio per vedere come lo educherai.io credo prepotente maschilista .non dipende solo da te e dall'educazione.tuo figlio non è un foglio bianco dove scrivi cio' che ti pare.ha una testa per ragionare(osragionare)e tanti amici a scuola che avranno molta piu' influenza di te che sei sua madre,a cominciare dalle scuole medie inferiori e in qualche caso anche prima.Auguri comunque.

    Scritto da agata, 11 anni, 7 mesi fa


  2. lo educherò prepotente maschilista?

    se lo dici tu…

    Scritto da boh, 11 anni, 7 mesi fa


  3. lo educherai nel migliore dei modi possibile,ma non dipende tutto da te.e poi quando le madri non hanno piu' 2o anni sono anche piu' permissive.purtroppo.tutti in casa ai piedi del principino. ma prima fallo,svezalo,mandalo all'asilo,poi ne riparliamo eh?

    Scritto da agata, 11 anni, 7 mesi fa


  4. tutto vero Agata! Come dicono in America, il walzer si balla in due: una parte è nostra, una no.

    Ma sono anche convinta che la prima e vera educazione, quella che non si scorda e si porta dentro per sempre, sia della madre. Quella che davvero ti guasta o ti salva.
    E non parlo delle marachelle o delle ribellioni adolescenziali, parlo delle cose pesanti che tanti fanno a 30-40 anni o più perché questa educazione ai valori non l’hanno avuta, specie *con l’esempio* in casa.

    Siamo tutti animali (mal fatti), copiamo dai "capi", e questo i genitori non lo sanno bene. La prima educazione è quello che noi facciamo.

    Spero solo di averlo quanto prima questo bambino.:)

    Scritto da boh, 11 anni, 7 mesi fa


  5. spero anch'io.ci sono 7 anni buoni di pacchia assoluta.è tutto molto bello,poi cominciano i problemi….ma li supererai come tutti.la prima parolaccia che ti dicono è terribile,uno choc. solo sarebbe ingenuo da parte tua credere che ogni genitore non abbia fatto del suo meglio per educare suo figlio.noi in famiglia non abbiamo avuto casi di droga o maltrattamenti sulle donne ma conosciamo una famiglia di bravissime persone che hanno perso un figlio di 2o anni(parecchi anni fa)morto per droga prorpio mentre si stava disintossicando.era un bravo ragazzo e la famiglia ottima veramente,onesti lavoratori buona cultura,e grande cuore.non meritavano una cosa del genere.l'hanno trovato morto su una panchina vicino casa.overdose.studiava ed era pure bravo il ragazzo.bello e sensibile.

    Scritto da agata, 11 anni, 7 mesi fa


  6. [...] Lui parla di quotidiani, io parlo di blog e blogger. Ho parlato diverse volte della funzione dei blog, del valore politico/sociale dei blog, dei blogger, blog e libertà, del nanopublishing e dei bigblog nostrani, dell'etica di scrivere anche un blog, ecc. Ma dicevo nel commento a Luca (alas, postato miracolosamente due volte: ma non era impossibile?:)) che c'è un'etica, o una mancanza di etica, anche nel mondo dei blog, che fa sì che uno citi un post di un altro/a senza dirne il nome. [...]

    Scritto da A propos di plagio, La Repubblica e blog: la netiquette del blogger » Orientalia4All, 10 anni, 10 mesi fa


Comments are closed.


L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.