La Cina, Bush e i diritti degli umani e degli animali

1) Agli inizi di dicembre 2004 la Cina ha cancellato la conferenza internazionale sui diritti dei lavoratori.

2) Dal 1992 gli appartenenti del movimento del Falun Gong sono sono vittime di persecuzioni, per la ragione primaria che un movimento religioso di massa di cui uno dei princìpi base è la riunione e la libera discussione su temi comuni è potenzialmente molto pericoloso per un sistema politico a base totalitaria, perché è incontrollabile (la stessa ragione per cui in un convento-ostello nel quale sono stata 15 giorni a Firenze le brave sorelle non volevano che noi “ospiti” parlassimo fra noi: perché ognuno pagava una cifra diversa, perché c’era un trattamento diverso, le camere erano di varie “categorie”, a seconda delle raccomandazioni e delle simpatie accordate dalla superiora, ecc. — NB: indovinate come era la mia cameruccia?:))
A Boston ogni anno ho conosciuto decine di profughi appartenenti al Falung Gong, ai quali era stato negato ufficialmente lo status di rifugiato politico, ma che erano ufficiosamente aiutati dal governo americano (per es. spesso entravano nei college gratis, erano facilitati a trovare un buon lavoro, e, ad Harvard, potevano insegnare senza conoscere una parola di inglese!).

3) Questi giorni il TG nazionale fa un tam-tam sulle atrocità commesse dai cinesi sugli animali da pelliccia (e mi domando perché far vedere certe cose in un programma per tutti, senza suggerimenti per il limite d’età, come fanno coi film! E’ infinitamente più violento e cruento di un film, o di un morto di mafia..)

Infine, agli inizi di questo anno, gli USA protestano perché in Cina vengano ristabiliti i diritti umani. Al che, il 3 marzo 2005 la Cina risponde agli USA:

A) son cavoli nostri
b) e voi allora che fate? — e giù montagne di notizie sulle violazioni commesse dagli USA a casa loro)

Ma nonostante tutto pochi giorni fa gli USA, paladini della libertà e dei diritti umani, stringono accordi economici con la Cina. Che gli interessi economici per Bush valgano più dei milioni di persone private delle libertà fondamentali e dei miliardi di animali torturati?

Che questi interessi economici valgano più del Tibet, un paese invaso e annesso dagli anni ’50? Distrutto nell’elemento più fondamentale di un popolo, l’identità culturale e sociale? Dove il Dalai Lama, capo politico e spirituale e altri milioni di persone sono state costrette a fuggire (a Dharamsala, in India, dove vivono oltre 8.000 rifugiati, e altrove)?

Pochoi giorni prima del viaggio a Beijing il Congresso ha “costretto” Bush a mettere in agenda con la Cina la questione del Tibet.
E che ti fa Bush? Alla luce di questi ben noti fatti, assicura i cinesi che il Dalai Lama non vuole un Tibet indipendente!

Insomma, questa storia delle libertà civili per l’America non è altro che una bufala. In America vale, almeno fino ad un certo punto: ma che il più potente stato del mondo se ne faccia garante all’estero, ancora ce lo deve dimostrare.

E ci deve ancora dimostrare che la “guerra preventiva” in Iraq sia stata fatta per ristabilire queste libertà e liberare un popolo dal dittatore: per il Tibet, paese brullo e inospitale, montagnoso, senza risorse economiche, gli USA non hanno mai speso una parola e, certamente, non hanno mai preso le armi!

Anzi, raccontano che il Dalai Lama sia felice dell’esilio e non si sogni nemmeno di liberare il Tibet dagli invasori! E Bush poco prima di partire per la missione cinese si è scagliato contro il “regime totalitario” in Siria, che ha una popolazione dell’1/100 di quella della Cina.

Insomma Bush, quante bufale ci racconti???



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.