Cina, Internet e Buddhismo

Sono contenta di annunciare che l’università di Beijing ha lanciato il primo sito cinese per lo studio dei manoscritti sanscriti e la letteratura buddhista.

Sì perché, per chi non lo sapesse, la Cina — tanto e giustamente vituperata per l’invasione del Tibet o, come alcuni dicono, l’annessione (perché il Tibet secoli fa era parte del territorio cinese; anzi, ora che ci ripenso la mia famiglia possedeva la costa salernitana, qualche centinaia di anni fa… Ora me la riprendo, anzi, la invado!) — è per metà di religione buddhista.
E, ovviamente, l’Armata rossa, prima di abbattere migliaia di monasteri in Tibet in nome della Rivoluzione Culturale (che cominciò ufficialmente nell’agosto 1966, quando la Cina aveva già annesso il Tibet da circa 16 anni) — prese decine di migliaia di rotoli (o scroll) della religione lamaista, rotoli antichissimi e preziosi, e li riportò in patria.

A Beijing è conservata la più antica (e, quindi, la più preziosa) raccolta completa dei libri sacri tibetani del Tanjur e del Kanjur. Hanno cominciato a pubblicare i 50 volumi del Tanjur, la cosiddetta “Enciclopedia del Tibet”, dal 1993 e sono ancora in corso di pubblicazione.
Infatti prima erano tenuti segreti, anzi, diciamo segregati: erano inaccessibili, perché anche un libro può essere pericoloso per una sistema non proprio democratico (e chi l’ha detto che la Santa Inquisizione ora, in Italia, non esiste più? Io sto terminando un libro e mi trovo costretta ad applicare una specie di “censura preventiva”…)

Ma la Cina non può più stare ferma, stare isolata. Secondo una ricerca che va dal 2000 al 2005, ci sono circa 103 milioni di cinesi che usano le broadband connection e il mercato è in continua espansione. Dal 2003 c’è stato un incremento del 41%, specie fra i giovani maschi.

La ricerca, una delle poche fatta applicando un rigoroso metodo statistico, ha anche messo in evidenza che la larga maggioranza dei maschi cinesi crede che i siti con contenuti pornografici o violenti debbano essere controllati, mentre solo il 7,6% crede che il contenuto politico vada controllato!

Insomma, Internet sta aiutando a rendere il mondo non solo più inter-comunicante, ma più democratico! Speriamo, un giorno, anche meno violento e degradante.

E qui, alla Markle Foundation di NYC, potete scaricare metodi e risultati della ricerca su Internet e Cina (in PDF, 1.9 MB).



Commenti

  1. [...] Ho già parlato diverse volte di Cina, Internet e Buddhismo, Cina e Internet,Falun Gong, campi di lavoro in Cina e diritti umani, La Cina, Bush e i diritti umani e degli animali, ecc. Ma questa è una storia carina. [...]

    Scritto da Cina, Internet e blog del governo! » Orientalia4All, 5 anni, 9 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.