Un vero ecologista: l'imperatore indiano Ashoka (273 - 232 a.C.), le piante e gli animali

Leggiamo dal secondo editto di Ashoka (273 – 232 a.C.), uno dei più grandi imperatori dell’India:

Ovunque nell’impero del Caro agli Dei, il Re Piyadassi, ed anche nelle terre di frontiera, quelle dei Cola, Pandya, Satyaputra, Keralaputra e pure a Shri Lanka, e anche quelle del re greco di nome Antioco e quelle dei re che sono i vicini di quell’Antioco, ovunque sono stati forniti i due servizi medici del Caro agli Dei, il Re Piyadassi. Questi consistono delle cure mediche di uomini e animali. Le erbe medicinali, sia quelle utili all’uomo che quelle utili agli animali selvatici, sono state portate e piantate ovunque non crescevano; allo stesso modo, radici e frutti sono stati piantati ovunque non crescevano. Sono stati scavati pozzi lungo le strade e gli alberi sono stati piantati perché li usassero uomini e animali.

Dopo una battaglia, dopo aver visto il campo di scontro pieno di morti e feriti sofferenti, Ashoka fu preso da pietà e si convertì alla Buona Legge, la legge del Buddha, il Dharma.
Per lui il Dharma divenne il mezzo per unificare l’impero senza armi, con l’aiuto della Buona Legge, sotto la bandiera della pietà e della compassione verso tutti gli esseri viventi.

Ashoka non voleva essere temuto o odiato ma voleva che anche la gente di confine, che non lo conosceva e non si era sottomessa, fosse liberata dal timore di lui, credesse in lui, si sentisse protetta da lui e ricevesse solo “conforto e non durezza“.

Nel suo vasto impero però non protesse solo il buddhismo, perseguitando le altre religioni, ma garantì libertà di culto e protezione a tutti, mostrando una grande tolleranza e liberalità verso tutti i credi.

Ashoka, il “Caro agli Dei”, non protesse solo gli uomini, ma anche le piante e gli animali. Proibì di ucciderli sia a scopo sacrificale che per mangiarli e proibì ogni tipo di mutilazione o violenza. Inoltre protesse le piante e gli animali selvatici.

Di lui ci rimangono circa 30 editti in tutte le parti del suo vasto impero, di cui 24 su roccia e 7 su colonna. Questi editti sono importantissimi non solo perché spesso sono bilingui e ci permettono di capire comparativamente le lingue in cui vennero scritti, ma anche perché ci danno notizie storiche e amministrative.

Ahoska fece piantare alberi da frutto, scavare pozzi e produrre erbe medicinali in tutto il regno per il benessere dei sudditi. Inoltre ordinò immediate procedure per risolvere tutti i problemi amministrativi.

Egli regnò per 37 anni, durante il quale il buddhismo si diffuse fino allo Shri Lanka e il suo impero fu completamente pacificato.
In uno dei suoi editti si legge che per ben 25 volte aveva ordinato la scarcerazione dei prigionieri.
Ma la cosa più stupefacente è che promosse la costruzione di due tipi di ospedali: uno per gli umani e uno per gli animali!



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.