Milano e i terroni

Visto che quello che ho scritto sul razzismo strisciante del mio post su “Claudia, i milanesi e i terroni”, oltre a quello aperto e presumibilmente esilarante del film, sta suscitando una bella discussione (ringrazio Reptilez perché è una voce terrona d.o.c.! e perché è stato carinissimo:)), ho deciso di aprire un’altra categoria: terroni e terronia.

Alla famosa piscina Cozzi ci lavora un africano del nord, un assai grazioso giovane marocchino, tunisino o algerino. La piscina è nel famigerato Viale Tunisia, considerato dai milanesi un posto pericoloso, quindi tutto bene, tutto in regola. Tutto al suo posto.

Peccato che il suddetto giovane si aggirava con faccia inebetita nei nostri (= femminili) spogliatoi, “pulendo” con estrema lentezza le docce, mentre noi le stavamo usando!
E caso strano c’era sempre di sera, quando noi femmine suamo fitte come alici in scatola.

All’uscita parlo immediatamente con la signorina nordista, colpi di sole (quelli dei capelli) e tutta arroganti “va béne?” con la e ben stretta a culo di gallina, che significano “se ti va bene bene, altrimenti fottiti!” e le spiego che un uomo che si aggira per le docce offende la mia privacy.

Mi risponde con aria di superiorità, parlando a 2000 all’ora e mangiandosi le parole (come tutti i milanesi), che un decreto comunale vieta di stare nudi anche nelle docce e che, quindi, la colpa è mia che non seguo le regole.
Le chiedo allora se a lei piacerebbe farsi vedere in intimo (anche se valuto ad occhio e croce che a lei in realtà piacerebbe, e molto!) da uno sconosciuto, nel pieno rispetto delle regole, e lei quasi mi manda “a cagare”. Cioè “a quel paese” delle sciure milanesi che non dicono affanculo perché sta brutto.

Prima di uscire giunge forte e chiara dagli altoparlanti la voce della suddetta sfigata sciuretta “facente le veci del direttore” (che per me ha sbagliato una consonante nel dirlo..), che è una delle tante receptionist di turno, che dichiara che und ecreto vieta espressamente di stare nudi negli spogliatoi e, quindi, gli uomini hanno il diritto di entrarci in ogni momento!

Torno indietro e le dico che è un’applicazione pedissequa e ridicola del decreto e che quindi lo vanifica, e lei mi dice se ho problemi perché è un extra-comunitario nero!!! Scoppietta alla velocità della luce e colgo al volo che

da Noi qui a Milano non c’è razzismo e Abdul ha le carte in regola per lavorare con la società Milano Sport che gestisce le piscine comunali e da tempo abbiamo superato queste cose se c’è un problema il problema è il tuo perché non viaggi un po’ ecc. ecc.

Al che mi rotolo per terra dal ridere, capisco che lo sbaglio è il mio a voler parlare con un’idiota così, le faccio in napoletano

ce verimm’…

e, insomma, me ne vado ridendo.

Ma la mattina dopo telefono incazzata al Direttore (peccato che l’altra domenica abbia buttato il suo nome e indirizzo) — sono di origine napoletane e ho il nice character di un vero mastino napoletano :) — facendogli notare che un uomo che si aggira per le docce mentre me ne sto nuda e cruda offende la mia privacy. Che ho parlato con la cretina di turno e mi ha pure insultata.

Lui prova a far la voce grossa. Tempo 10 minuti, dopo essere passato anche lui per la carta del razzismo di quelli che vengono a lavorare a Milano (sic!), ma quando gli dico come ultima ratio che scrivo a tutti i giornali e che so perfettamente che stanno facendo una cosa illecita, lui mi dà il suo numero di telefono, cellulare ecc., si dice disponibilissimo ecc. ecc.

Mi chiede 2 mesi per cambiare. Gli concedo fino al giorno dopo. Mi parla con il birignào finto-milanese (è chiaramente originario del paese dei trulli, figurarsi!) dei pidocchi ripuliti (e dei molti pidocchi nati qui) della difficoltà di trovare al volo una sostituta, e poi i costi ecc. e non sono comprensiva? Sono una donna o no?!

Al che il mio sangue posato e misurato mi ribolle. Il mastino che è in me si sveglia.
Gli faccio gelida che se lui ha piacere a far vedere la moglie (mi aveva pure giocato la carta del padre-di-famiglia) nuda da Abdul e magari spiarli facesse pure, tutti i gusti son gusti.
Io invece se mi va gli Abdul me li scelgo e non me li faccio imporre dal fidanzato o il marito né, tantomeno, dal direttore della Cozzi!
Lui mi dice che a Milano le donne sono di vedute più aperte ah ah ah!!!

Forse le donne come sua moglie sono di vedute più larghe..

Ehehe se l’è tirata da sé, ma gliela striscio con finta gentilezza, quasi dolcezza, e non ribatte….

Due giorni dopo torno in piscina e nei nostri spogliatoi si aggira la cafonissima receptionist degli spogliatoi interni, una signora slava belloccia e arrogante quanto una vera milanese, che incazzata nera fa le pulizie.
Abdul è addetto agli spogliatoi maschili.

FINE della prima puntata della serie: doppio razzismo.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.