Recoba e le Perfezioni del Buddha

Ma quanto mi piaci Alvaro?

Ieri ha giocato molto bene, dicono, io avevo i postumi dell’influenza (che mi comincia a scocciare assai..) e sono stata in casa, così non ho visto INTER-ANDERLECHT. Vinta per i Nostri 3-0!

Così sono stata a casa come una vecchietta in disuso e la notte ho visto qualche minuto di gioco in TV. Ero sonnecchiante e scojonata.
Ma poi ho visto Recoba.

Dico la verità, quando sono andata allo stadio era sempre in panchina e, se c’era, non me ne sono accorta perché faceva delle apparizioni opache e insignificanti. Insomma, per me non esisteva, anche se mi dicevano che era bravo.

Ma ieri notte…
Verso le 11 circa mi sono rivista le sue azioni di gioco e poi, da brava bambina, verso mezzanotte sono andata a nanna.
Ma nel frattempo mi ero tutta intrigata da una sua “taccata” vista al rallentatore, così appena stesa mi sono alzata e ho girato e girato in TV (sì mio caro, anche io al rallentatore, non sono veloce come te:) specie quando non sto bene) e ho beccato un programma dove facevano vedere le azioni di Recoba dagli inizi della carriera a Montevideo, nel 1993.

Così stamattina presto ho aperto la pagina ufficiale dell’Inter, da lì ho clicckato sul menu a sinistra “interviste”.
E ho ascoltato quella di Recoba.

Che c’entrano le Perfezioni del Buddha?
Il Buddha non si dissolse nella luce suprema, nel Nirvana, perché rimase sulla terra come Bodhisattva, “Colui la cui essenza è Buddha”, fatto di Sattva.
Scelse di rimanere fra noi per profondo amore verso il mondo, per insegnare agli uomini, agli animali, alle piante la via al dissolvimento del dolore e il raggiungimento della perfetta serenità.

Il Sattva, parte del nome Bodhi-sattva, è l’essenza o il principio leggero, luminoso, cosciente, puro, immacolato, non alterato da passioni o da pesantezze.
Sta all’opposto del principio Tamas, che è la pesantezza, la stupidità, il nero, l’ottusità; e sta a mezza strada col principio Rajas, che è la passione, il rosso, lo sconvolgimento, quello che ci turba, l’inquietudine — che nel Buddhismo viene considerato ancora peggio di Tamas: Rajas viene considerato la prima “malattia dell’anima”.

In quanto Bodhisattva, il Buddha racchiude in sé tutte le 6 o 10 Perfezioni (dette in Sanscrito paramita).

La prima, la più importante, è la kshanti o khanti.
Questo termine tecnico sanscrito viene tradotto con “Pace”.
In pratica, che significa? Vuol dire fate l’amore non fate la guerra?:)
Mille volte si sente ripetere (anche in TV) “OM Shanti Shanti OM”: dai post-mistici di Kathmandu, dalle sciùre milanesi che recitano preghiere al Buddha nei loro modesti appartamentini di 150 m2 + terrazze in centro, dagli ex-tossici froci-occulti intrippati dalla “scoperta del Sé”, feroci e decadenti, che poi la sera scopano allegramente e poco spiritualmente bei nerazzi atletici in cerca di sistemazione e di quattrini, pescati nelle discoteche off-limits o nei locali per l’acchiappanza. E così via.

Ma Kshanti in realtà significa “Pazienza”, “Sopportazione”.
Vuol dire accettazione — non supina, per carità, il Buddhismo è una via per chi lotta nel mondo, non per chi ci rinuncia! — vuol dire essere pazienti con se stessi e con gli altri o, come dice il Dalai Lama, gentili, tolleranti.

Torniamo all’intervista di Recoba.
La giornalista gli dice che lui è stato bravo perché nelle partite precedenti è stato messo in panchina o addirittura in tribuna e non si è mai lamentato, non ha mai fiatato. In sunto, ha giocato poco: sta pensando per questo di cambiare squadra?

Il bravo e intelligente Recoba le risponde che da 8 anni gioca nell’Inter e si sente un giocatore dell’Inter e che gli allenatori precedenti lo hanno messo da parte, ma le partite non le hanno vinte! Ora sì, con lui in campo. Speriamo che Mancini se ne accorga e lo faccia giocare.

Bravo, hai segnato il primo goal Recoba, quello del principio di realtà, cioè vedere la realtà come è, senza pietismi e senza false modestie.
Niente accuse e arroganze ma niente buonismi, Recoba dice quello che è successo: senza di lui non si è quasi mai vinto, oggi l’hanno fatto giocare e ha giocato molto bene, la squadra ha vinto, speriamo che l’allenatore se ne renda conto e lo faccia giocare più spesso.

Hai segnato anche il secondo goal quando hai riaffermato la tua appartenenza all’Inter. E’ la tua squadra e vuoi rimanerci. Dignitoso, leale.
Non hai fatto come il povero Ronalduccio, che faceva acqua da tutti i buchi qui in Italia e dopo essere stato tirato su con le pinze dai suoi vari infortuni e malanni — dal ginocchio alle crisi epilettiche alla depressione perché l’Inter non vinceva e cavoli buffi e cavoli vari — che Moratti lo ha comprato nel 1997 a carissimo prezzo ed è stato più male che bene. Lo snobbone.
Che poi Ronaldo è stato quasi sempre più fuori gioco per infortuni che in campo e se ha fatto qualcosa di buono lo ha fatto per la nazionale del Brasile durante i campionati!
Allora non seguivo il calcio ma me lo ricordo benissimo, e quando il mio fidanzato lo difendeva e lo osannava mi dicevo fra me e me “ma vai vai, vai a farti fottere Ronaldo, con tutti i soldi che prendi e, in più, sei trattato come un re, non te ne va bene una, è sempre colpa di qualcosa o di qualcuno se non rendi l’investimento!”
Se ero io caro Ronaldo ti mandavo sì nel tuo Real Madrid, ma a calci ma nel culo..

Ma non facciamoci la bocca amara con R e torniamo a Recoba, sempre R ma che R! Tu appartieni all’Inter, e compi il tuo Dharma giocando al meglio per la tua squadra. Non ti senti “poco valorizzato” e ti cerchi una squadra migliore.
Bravo, hai segnato il secondo goal!

Nell’intervista il bravo Recoba continua:

Ma’, io faccio il mio lavoro, a volte ci riesco a volte no… Tutto sommato oggi è andata bene, io cerco di fare del mio meglio..

E qui caro Recoba hai raggiunto non solo una delle Perfezioni, la kshanti o pazienza, ma ne hai raggiunta un’altra, anche quella dell’”Energia virile“.
E’ la Perfezione di chi ha virilità, cioè forza spirituale.
E’ la forza e l’energia virile di fare il tuo dovere e compiere il tuo Dharma, non darti le arie perché lo hai fatto. Hai accettato con pazienza e con forza virile l’esclusione dal campo da parte degli altri allenatori precedenti. Ora pensi di aver fatto solo quello che ti spetta, solo il tuo lavoro e niente di più.

Sei stato semplice e sincero Recoba, sai di essere stato bravo e dici che hai fatto del tuo meglio e speri in un futuro migliore sia per la tua squadra, sia per te.

Non hai dimostrato solo due Perfezioni basate sulla Realtà, Recoba: hai vinto una partita da solo!:)

E l’hai vinta con stile, con gran stile.
Hai vinto sul campo e hai vinto fuori campo, hai vinto con gran classe. Non hai abbassato la testa, non hai fatto la vittima degli allenatori passati, hai mostrato lealtà, senso di realtà, soddisfazione interiore (quella che viene dall’aver realizzato il tuo Dharma) e le due Perfezioni maggiori, la pazienza e la virilità.
Sai giocare davvero.

Non so chi tu sia nella vita di ogni giorno, fuori dal campo, ma in quello che fai davanti a noi, davanti al mondo del calcio che ti guarda e ti giudica, dimostri le virtù di un Bodhisattva.

Mi piaci, Recoba!

(Impara da lui, Ronalduccio…)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.