Inter-Messina/Vieri-Adriano e la Bhagavadgita

Dicevo nel mio post di prima “Inter-Messina/Vieri-Adriano commento” che un attaccante per fare bene il suo lavoro deve attaccare e, soprattutto, segnare.

Questo concetto è illustrato benissimo nella Bhagavadgita, dove il re Arjuna si trova davanti, nel “campo di Kurukshetra” (si chiama così eheh come la “fossa dei leoni”:)), i suoi cugini come avversari. Deve batterli e forse li ucciderà perché deve combattere.

Arjuna è un attaccante, insomma appartiene alla casta dei guerrieri, gli kshatrya.
Preso da profondi dubbi chiede al dio Krishna, che lo guida: Come posso uccidere? E per di più, come posso uccidere i miei stessi cugini?

Il dio risponde: è il tuo Dharma, cioè è quello che devi fare, il tuo ruolo. Il compito del guerriero è combattere e uccidere, se necessario, se così avviene.
Non combatti al fine di uccidere, ma perché compi il tuo Dharma.

Ma uccidere come? Uccidere è proibito.
Dice il dio: senza i sentimenti attaccati al combattere, senza il fine dell’azione cioè.
Tu compi il tuo Dharma per realizzarlo, perché è quello che intimamente devi fare — e quindi senti di fare — non per raggiungere uno scopo. Se davvero è il tuo Dharma sei in armonia con la legge dell’universo, e del tuo cuore (che racchiude l’universo ed è un pezzetto di universo), e il fine dell’azione si raggiunge comunque.

Io credo anzi che sia inutile combattere il proprio Dharma, perché alla fin fine si segue in ogni caso: sta scritto. Non c’è ineluttabilità, c’è che ognuno ha impresso nel cuore un codice che è come un libro bianco. Quello che ognuno di noi scrive è il codice che è come i nei, che sono genetici e vengon fuori anche a 70 anni se così sta scritto nel nostro DNA.
Il nostro Dharma è il nostro DNA.

Lo possiamo realizzare prima o dopo, sforzandoci o seguendolo con naturalezza, combattendolo o lavorando attivamente per realizzarlo, o fare come il Buddha, che lo realizza col suo ineffabile sorriso, senza sforzo (che è la differenza fra Yang e Yin, di cui parlerò in un prox post): ma dobbiamo in ogni caso scrivere le pagine del nostro libro.
Nessuno le scriverà per noi, e nessuno sfuggirà a questo meraviglioso compito e diritto che abbiamo. Scrivere la nostra vita, realizzare il nostro Dharma, che è in armonia con l’universo.

Il nostro Dharma è tutto nostro e nessuno ci mette becco.
Possiamo aiutare l’altro a realizzarlo, possiamo ostacolarlo: ma in fin dei conti ognuno è artefice della realizzazione del Dharma personale e di quello universale, e responsabile.

Se lo ostacoliamo ostacoliamo noi stessi e la vita dell’universo: quindi ci facciamo del male e facciamo del male agli altri. Questo è il male, dice la BhG, questa disarmonia è male, dice il Taoismo e il Confucianesimo.
Lo squilibrio della distruzione dell’eco-sistema per avere sempre di più è male; lo sviluppo non-sostenibile che impone magari computer e televisioni ma distrugge i sistemi di vita tradizionali in luoghi con una cultura ancora non capitalistica è squilibrio, disgrega le famiglie e il sistema economico di sostentamento e così distrugge il Dharma del posto e della gente del posto.

(Ma questo è un altro discorso, da farsi perché non dico che per esempio nell’entroterra del Nepal devono fare la fame ed essere isolati dal mondo, o che ai bordi della foresta del Terai, ai confini con l’India, non devono migliorare le loro miserrime condizioni di vita: dico che imporre un certo sistema economico e politico sta portando alla distruzione rapidissima non solo del 40% delle foreste, ma dei sistemi di vita, coi conseguenti disastri sociali. E, a più lungo termine, ha portato al conseguente impoverimento della popolazione locale che non è solo culturale e sociale, ma economico: infatti l’indice di povertà negli ultimi 20 anni è salito a picco. Ma farò un altro post sull’eco-femminismo e lo sviluppo sostenibile, son cose importanti che mi piacerebbe condividere con altri — non solo i 100 studiosi americani e nepalesi che se ne occupano).

Torniamo a Vieri-Adriano: il loro Dharma è attaccare per fare goal.
E’ il loro ruolo, anche svincolato dal fine dell’azione (perché nell’attacco è insito il fare goal)
Quindi lo realizzano nel campo di Kurukshetra della partita, non si sfugge.
E lo realizzano per far vincere la propria squadra, cioè la famiglia di Arjuna, non la squadra avversaria.

Nell’incontro Inter-Messina Adriano ha realizzato il suo Dharma più prontamente e più pienamente di Vieri. Col solo goal di Vieri la squadra non vinceva ma pareggiava (come al solito vero Inter?), anche solo con quelli di Adriano vinceva comunque.

Adriano ha compiuto il suo Dharma di attaccante meglio di Vieri.

Quindi, Adriano batte Vieri 3-1.

P.s. Ecco il sito Bhagavadgita Contents per leggere i contenuti della BhG con passaggi originali in traduzione dignitosa



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.