I, robot (Io, robot)

Punteggio da 1@ –>5@ = @@@@@

Ieri notte sono andata a vedere io Io, robot di Alex Proyas. Carino, non mi sono addormentata come al solito.

Sarà che da decenni sono fissata con i robot e con l’ingegneria genetica, ma l’ho trovato un capolavoro di entertainment, micro-ingegneria genetica e problematiche legate all’intelligenza artificiale. Guardatevi il mio post “Edward Said, maschi e femmine..”

(Ah, detto fra noi: un blogger ieri mi ha detto che non devo scrivere come se parlassi ad un pubblico: ma è OVVIO che parlo ad un pubblico, magari 3 amici ma è un pubblico, questo è una specie di libro dove ognuno fa vedere di sé quello che vuole — e poi io sono proprio così)

Lui Will Smith/Detective Spooner è un uomo molto umano, oltre che decisamente bono, col bicipite gonfio e il torace ad alta definizione. Era separato e dormiva e faceva tutto il resto col cappelluzzo di traverso, andava a mangiare dalla mamma e gli piaceva la pumpkin-pie. Insomma, un nero ordinario, come tanti, solo (molto) bello.
Nota per la blog-spettatrice: quando fa la doccia merita un pensierino.

Lei Bridget Moynahan era molto “robotica”: ha cominciato il film camminando sciolta ma totalmente asessuata, merito anche dei fianchi larghi come le spalle (tutto stretto tutto lineare), chignon serio senza ciuffi di capelli scomposti, tunichette bianco-argentee e, sopratutto, boccuccia ben stretta. Insomma, un mezzo ermafrodita.

Nel corso del film, nella lotta fra Bene/Robot-buoni e Male/Robot che si-sono-montati-la-testa e si sono ribellati all’uomo (ma non ci ricorda un po’ la storia vecchiotta degli angeli che si sono ribellati al Dio che li ha creati e sono diventati diavoli? Stessa superbia..), lui mostra un braccio-robot. Perché poi si scopre che gli è stato perfettamente rifatto dall’inventore dei robot, dal padre di tutti i robot!

Lei invece si umanizza, anzi, si sessualizza. Il capello è sciolto e un po’ liscio, ogni tanto apre la bocca, si muove e pure corre, mette qualcos’altro al posto delle sue tunichette così indiane ma così da spinster/intellettuale.
Man mano che prende fiducia nell’uomo Spoonster (che in realtà voleva farsela dall’inizio del film anche perché lei assomiglia alla ex-moglie — una nota psicoanalitica negli USA non guasta) diventa più donna, i capelli ora sono mossi e svolazzanti, la bocca socchiusa e pure sorride e ride.

Alla fine del film i capelli di lei sono sempre svolazzanti ma belli ricci, come si conviene. La bocca è bella turgida “al naturale” e si vede lontano un miglio che è stata ritoccata con lo ialuronico o il collagene (come dico sul post Consigli pratici per Bocche, Zigomi, Tette e Culi). Che si è rifatta le labbra si vede bene in mezzo-profilo, quando il labbro di sotto sporge parecchio e pare rivoltato di fuori.
Le inquadrature mettono in risalto gli zigomi. Insomma, non è solo umana, non è solo una donna, ma è una femmina!

Mi è parso tanto un inno alla stupidità femminile: prima era tutto cervello ed era anti-erotica, poi si affida all’uomo e diventa sexy:)

Anche Viki, la mente/computer che ha cambiato la programmazione dei robot, rendendoli cattivi, è una donna.
Anche lei ha usato una logica stringente: il robot deve proteggere l’uomo, allora lo protegge anche da se stesso e le sue scelte! Cazzata, ovvio, anche perché talvolta le scelte illogiche sono giustissime sotto altri punti di vista. Io per esempio faccio delle scelte cazzutissime per amore.. Già perché chi è innamorato sbaglia tanto, si sa.

Gli americani, che amano la morale in ogni storia, in questo film hanno “dimostrato” che una donna per essere tale deve essere femmina, rispettando le regole estetiche e culturali occidentali di sempre, e l’uomo maschio = lottatore e mezzo programmato.

Mah, forse è vero, io ci capisco pochissimo…

Volevo solo dire che è un bel film e vale i 7,50 Eu che uno spende.

p.s. Sonny, il robot amico dell’uomo e un po’ umanizzato che diventa il capo della specie, ha “un sogno”.
La storia parte da un suicidio/omicidio che si capisce e si risolve col suo sogno.
Ma non ci ricorda “I had a dream?” della migliore tradizione liberal americana? Il mito e la frase di Martin Luther King, i Kennedy ecc.?
Il film mette in atto tanti miti, compreso quella della Volvo:)
Insomma, fa presa, fa presa…



Commenti

  1. Non sono molto amante della fantascienza,ma penso che andrò a vederlo.:-) Ciao

    Scritto da Michela, 12 anni, 11 mesi fa


  2. Sì merita non è proprio di fantascienza.. ciao boh

    Scritto da boh, 12 anni, 11 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.